Un caso fortuito, un terno al lotto. Così gli immigrati, senza un criterio preciso, riescono ad ottenere richiesta di asilo in Italia. E’ una vera e propria denuncia quella del rapporto “La lotteria Italia dell’accoglienza” a firma dell’associazione Oxfam, che oltre a delineare una mappa geografica dei posti più “accessibili” alle richieste di aiuto, punta il dito contro il Governo Italiano per una politica vecchia e disomogenea.
Siracusa è una città difficile in questo: chi presenta domanda di asilo in Italia e viene trasferito a Caltanissetta, ad esempio, ottiene nel 64% dei casi una decisione positiva, mentre chi finisce a Siracusa solo nel 35%.
Inefficienze e disparità, che si riflettono anche sui tempi necessari a ricevere una risposta sulla propria richiesta di asilo. Possono trascorrere, in media, quasi 8 mesi tra la formalizzazione della richiesta e la data di audizione presso la Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale. Solo nel 12,7% dei casi il colloquio avviene entro 3 mesi. Il risultato è che il processo di integrazione si rallenta paurosamente, soprattutto se i richiedenti asilo vengono sostanzialmente “abbandonati” a sé stessi, come avviene in alcuni casi.
Ancora più vero e ancora più difficile nel territorio siciliano, e siracusano, dove ad arrivare per lo più sono minori tra i 14 e i 16 anni. Il fenomeno migratorio, nonostante la piccola pausa di questi ultimi mesi, esiste: è un dramma e una continua emergenza.
A marzo di quest’anno le persone arrivate via mare o via terra nel nostro paese, e successivamente inserite nel sistema di accoglienza, erano 174.356.
“Un numero – si legge nel rapporto Oxfam – che rappresenta il 3,5% della popolazione straniera in Italia e lo 0,29% dell’intera popolazione. Ma 136.477migranti, pari al 78% del totale, vivono nei 7.000 CAS (grandi alberghi, ex caserme, appartamenti, luoghi spesso isolati), sparsi in tutta Italia con livelli e qualità di accoglienza fortemente disomogenei; 13.302 nei CARA e 895 posti in centri hotspot. Solo 23.682 persone invece sono affidate agli Sprar, che fuori da logiche emergenziali, garantiscono – in coordinamento con gli enti locali – un processo di accompagnamento e integrazione con corsi di italiano, inserimento nelle scuole, formazione professionale e orientamento al lavoro”.
