chiusura indagini

Siracusa, Inchiesta “No Fly”, Legambiente e “Oltre” parte civile

Inchiesta "No Fly", Legambiente e "Oltre" si costituirannno parte civile

Legambiente e il Movimento Oltre si costituiranno parte civile in caso di richiesta di rinvio a giudizio degli indagati nell’ambito dell’inchiesta “No Fly” per la quale nei giorni scorsi è arrivata la conlusione indagini.
In una nota i circoli di Legamebiente Siracusa, Augusta e priolo, inoltre, ricordano che era stata presentata un’interrogazione parlamentare da Rossella Muroni con la quale, al di là dei profili di rilevanza penale, si chiedeva al Ministro dell’Ambiente “quali attività di controllo avesse posto in essere per assicurare il rispetto delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni integrate ambientali (Aia) e se ritenesse opportuno e urgente adottare iniziative per implementare gli strumenti normativi con riferimenti a quegli inquinanti che attualmente non sono normati dalla disciplina vigente (idrocarburi non metanici, H2S, mercaptani) o per i quali essa è carente e non adeguata come ad esempio per il benzene (C6H6) sostanza altamente cancerogena. A distanza di due anni – evidenzia Legambiente – l’interrogazione parlamentare non ha ancora trovato risposta. Confidiamo che il nuovo Ministro dia finalmente risposte serie e convincenti”. Ma l’associazione ambientalista mette sul tavolo anche la questione delle emissioni inquinanti provenienti dalle navi che sostano ed operano nei porti di Augusta e Siracusa per la quale viene reiterata la richiesta di elettrificazione delle banchine e regole atte a garantire sicurezza e tutela della salute
La medesima intenzione sulla costituzione di parte civile viene espressa dal Movimento civico e politico “Oltre”, che a suo tempo aveva presentato un esposto in Procura sui veleni industriali e sui miasmi atmosferici, sottoscritto da oltre 2 mila siracusani.
“Crediamo – scrivono il presidente, Fabio Granata, i coordinatori, Salvo Corso e Agata Messina e il portavoce, Fausto Consiglio – si possa trattare di una svolta che certamente farà venir meno la presunzione di intoccabilità da parte delle industrie, rappresenterà un forte deterrente per il futuro e farà da acceleratore a processi di rigenerazione industriale che superino l’epoca della raffinazione del Fossile”.
Dal canto suo Sasol Italy, una delle 4 aziende coinvolte, conferma la sua piena fiducia nella magistratura e confida, una volta esaminati gli atti, di poter fornire tutta la documentazione a sostegno della correttezza del proprio operato: “La Società – si legge in una nota – confida di poter provare la completa rispondenza degli impianti alle prescrizioni, non soltanto allo stato attuale, come già dimostrato, ma anche negli anni oggetto dell’accertamento. Lo stabilimento Sasol Italy di Augusta ha, infatti, già ottenuto conferma della piena aderenza degli impianti a tutti i requisiti di legge e alle BAT (migliori tecnologie disponibili) lo scorso 23 maggio 2019, quando la Procura di Siracusa, stante l’esito
positivo delle verifiche tecniche, ha ordinato il dissequestro degli impianti. Il provvedimento – conclude la nota – non avrà alcun impatto sulle attività produttive”.