elezioni AMMINISTRATIVE 2018

Siracusa, Italia scrive ai cittadini: “Quella di Reale è una narrazione costruita, io continuo a servire la città”

Siracusa, Italia scrive ai cittadini: "Quella di Reale è una narrazione costruita, io continuo a servire la città"

Nel giorno di Santa Lucia, il primo cittadino, Francesco Italia, scrive una lettera aperta ai siracusani, a seguito della decisione del Tar che annulla la proclamazione del sindaco e tornare al voto in 9 sezioni. A Italia è stata concessa la sospensiva dal Cga, ma Reale ha già annunciato che farà appello incidentale nel quale sarà chiesto di tornare al voto in altre 10 sezioni al di fuori delle nove già indicate. Proprio ieri, Reale ha scritto una lettera ai suoi sostenitori dove parlava di “sentenza cauta” del Tar, e puntava il dito contro Italia accusato di “mistificare la realtà”. Oggi il sindaco in primis parla alla città, ma risponde anche a Reale.
Di seguito riportiamo la lettera in versione integrale

Cari concittadini,
in queste ore di festa, mentre le luci del Natale si accendono in città e nelle nostre case si respira il calore delle festività, tutto avrei potuto desiderare tranne che ritrovare la mia amata Siracusa sulle cronache locali e nazionali, ancora una volta volutamente e irresponsabilmente accostata ad ombre e sospetti.
Quando gli argomenti scarseggiano, quando il rumore delle unghie sul vetro diventa insopportabile, quando si è costretti a mandare avanti soggetti buoni per tutte le stagioni, quando perfino gli emeriti ex cominciano a balbettare imbarazzati, è giunto il momento della lettera aperta ai sostenitori. Si desidera proseguire, sfacciatamente, in una narrazione costruita a tavolino che vede il consigliere Ezechia Reale e praticamente tutti gli esponenti della peggiore politica degli ultimi 30 anni, sconfitti alle urne da fantomatici brogli che perfino la sentenza del tar smentisce.

La meschinità di questa narrazione, non sta solo nel voler trascinare l’intera città nel fango, ma voler convincere subdolamente i cittadini che le irregolarità riscontrate nei nove seggi siano state tutte a mio favore. Al di là di ogni giudizio morale sull’operazione, si tratta davvero di una sonora sciocchezza, una bufala, uno stratagemma puerile di chi non sa nemmeno cosa voglia dire la parola lealtà. Basta vedere i voti del primo turno nelle sezioni discusse: Reale vince in tutte, e non vince di uno o due voti ma si distacca di un numero di voti considerevole.

Chi ci dice allora che queste irregolarità non abbiano avvantaggiato proprio Reale? Inoltre, perché il consigliere continua a restare in silenzio davanti a specifiche domande? Chi avrebbe organizzato la truffa elettorale? Un’organizzazione criminale o un singolo? Per conto di chi? Per avvantaggiare chi? Uno dei 7 candidati sindaci o uno dei seicento e rotti candidati al consiglio comunale? Perché tutto ciò non è stato denunciato all’esito del primo turno e non solo dopo la sconfitta al ballottaggio? Perché non è mai stato chiesto il riconteggio dei voti? Grazie al cielo, là dove non arrivano il senso della misura o la dignità, arrivano i cittadini che non sono stupidi né creduloni, né delinquenti come li si vuol far passare.
E i cittadini, nel 2018, come nel 2013 hanno scelto, liberamente.

Nonostante l’impiego di copiose risorse, una campagna elettorale iniziata almeno un anno prima con gigantografie sparse per tutta la città, un’armata di 256 candidati consiglieri a sostegno, i nomi più noti – alcuni anche alle cronache giudiziarie – della politica locale degli ultimi trent’anni a supporto, e cinque anni di opposizione giocati con ogni mezzo, la città ha scelto chiaramente.
Al primo turno, i siracusani che hanno deciso di appoggiare le liste di Reale le hanno premiate con circa nove punti in più del loro candidato.
Il 45% dei voti è andato alle liste e il 37% è andato al sindaco. Ciò significa che un numero di elettori pari all’8% nonostante esprimesse gradimento per le liste a supporto del candidato Reale, ha scelto di affidare la città ad un sindaco diverso. Ciò, come sappiamo, è accaduto anche al turno di ballottaggio con un distacco di 6 punti percentuali. E non era la prima volta. I cittadini siracusani hanno scelto un altro candidato.
Oggi, momento in cui Il consigliere Ezechia Reale cerca di accreditarsi come garante della democrazia, col piglio di chissà quale supposta superiorità morale sua e dei suoi alleati – almeno di quelli ancora presentabili – e smentita da una continua violazione delle regole (anche quelle del ricorso al tar!), resta solo l’enorme danno di immagine di una città patrimonio Unesco e conosciuta in tutto il mondo, confusione dei cittadini e una estenuante e svilente campagna elettorale priva di qualunque contenuto e di amore per la città, che va avanti almeno dal 2018. Ho sempre chiesto di pacificare la nostra comunità e di abbassare i toni.
L’ho fatto fin dal discorso di insediamento. L’ho continuato a fare con gesti concreti, cercando in ogni modo il dialogo. Ho sempre trovato dall’altra parte un muro, fatto di accuse assurde, livore, risentimento a causa di una battaglia personalistica.

La decisione del T.A.R. prima e del C.G.A. dopo, meritano il massimo rispetto. Ho mantenuto un atteggiamento sereno e continuerò a farlo nonostante le continue provocazioni, per rispetto di quella fascia che con enorme orgoglio e a testa alta indosso e indosserò fino all’ultimo secondo in cui avrò la responsabilità e l’onore di farlo, a difesa non di un gruppo di potenti o di partiti, ma di quei cittadini più fragili che, ogni giorno, chiedono alla Politica con l’iniziale maiuscola di occuparsi del Bene Comune.

Continuerò a servire la città e i cittadini di Siracusa fino a che mi sarà consentito, in virtù e nel pieno rispetto delle migliaia di voti, legittimi e inequivocabilmente espressi, sia al primo turno che al ballottaggio.