sculture sequestrate

Siracusa, la mostra Ciclopica riapre domani: il presidente di Sicilia Musei “Sarà accertata l’autenticità delle 2 opere”

Siracusa, la mostra Ciclopica riapre domani: il presidente di Sicilia Musei e il curatore "Sarà accertata l'autenticità delle 2 opere"

La mostra Ciclopica riapre domani e le due opere attribuite al Maestro Alberto Giacometti, poste sotto sequestro probatorio dai Carabinieri della Tutela Patrimonio Culturale, “Nudo in piedi” e “Donna che cammina”, saranno al loro posto seppur con il cartello che ne attesta l’indagine in corso.
Questa mattina il presidente di Sicilia Musei, che ha organizzato l’evento, Gianni Filippini e il curatore, Vincenzo Sanfo, hanno incontrato i giornalisti per dire la loro su una vicenda che ha sollevato un polverone e una forte polemica politica.

“Non sono legato ad alcun politico – tiene a precisare subito Filippini – e questa mostra è a costo zero per il Comune che, anzi, ne riceverà un ritorno economico partendo da una soglia minima di 28.000 euro. Riguardo la polemica sull’assegnazione dello spazio (l’ex convento di San Francesco) non avevo e non ho alcun problema a partecipare ad un eventuale bando, ma soprattutto deve essere chiaro che con questa mostra io ho messo a disposizione dei contenuti creando peraltro anche dei posti di lavoro. Sull’autenticità delle due opere – aggiunge insieme al curatore – abbiamo fornito tutta la documentazione necessaria ed esaustiva per certificare le opere di Giacometti al comando dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e Artistico: sono stati consegnati agli inquirenti le schede di prestito delle opere, il contratto con Diffusione Italia per la fornitura delle opere, le certificazioni di libera circolazione rilasciate dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, le certificazioni della ditta di trasporto che testimoniano data e luogo di ritiro e le polizze assicurative stipulate per le opere (4,5 milioni di euro e 3,9 milioni di euro). Entrambe le opere – prosegue – fanno parte della collezione della Società Habitare che è tra le principali finanziatrici della Fondazione Caponnetto. Le opere – concludono – sono molto conosciute nell’ambiente, essendo state esposte in svariate mostre, sia in Italia che all’estero”.

E proprio per accertare in via definitiva l’autenticità delle due sculture, la Procura provvederà alla nomina di un consulente tecnico che dirimerà la vicenda.