L’Area Marina Protetta del Plemmirio a 10 anni dalla sua nascita ha un nuovo presidente, Rossana Maiorca, figlia dell’indimenticato Enzo, garanzia di massimo impegno e tutela per il mare siracusano. Oggi la cerimonia di insediamento ufficiale aperta da Nuccio Romano, colui che nel lontano 2001 ha cominciato il difficile ma riuscito percorso che ha portato all’istituzione dell’Area Marina Protetta e che ha guidato l’ente fino ad oggi, prima affiancato da Enzo Incontro e poi da Rosalba Rizza in qualità di direttori. “Adesso – ha affermato Nuccio Romano – l’Area Marina Protetta fa parte di quel gruppo di Aree Marine italiane “specialmente protette”. Nuccio Romano, però, non lascia l’Area Marina protetta, continuerà, su indicazione del sindaco Garozzo, a far parte del nuovo Cda mettendo a disposizione la sua grande esperienza.
Da parte del direttore uscente, Rosalba Rizza sono state date indicazioni sui punti deboli ancora presenti nella gestione, riguardanti la mancata sinergia tra gli enti coinvolti, la frammentazione delle competenze e la conferma dei finanziamenti erogati da Comune e Provincia. La nomina del suo successore dovrebbe avvenire a breve, anche se il suo nome è già nell’aria.
Parole di elogio per il lavoro svolto sono arrivate dal Commissario della Ex Provincia, Giovanni Arnone e dal sindaco Giancarlo Garozzo, secondo i quali questa governance può far fare il salto di qualità, in considerazione anche del fatto che si sta lavorando al riconoscimento dell’Area terrestre Marina protetta, da intitolare a Enzo Maiorca.
Per ultima ha preso la parola la neo presidente, Patrizia Maiorca: “Accettare questo incarico – ha detto – è stato per me un dovere morale, per restituire al mare ciò che il mare mi ha dato. Sento forte il senso di responsabilità – ha aggiunto – perché l’Area Marina Protetta rappresenta un volano importante per Siracusa e per la sua economia. Il mio obiettivo è quello di riportare la zona del Seccone del Capo, che rappresenta il termometro dello stato di salute dell’Area Marina, nelle stesse condizioni di quando mio padre ha iniziato ad andare in mare, ricco di flora e fauna marina. Dopo il declino degli anni ’70 – ha detto ancora – oggi non è al massimo a causa della presenza dei bracconieri, ecco perché vi presteremo particolare attenzione”. Riguardo poi le direttrici di intervento le parole d’ordine sono sempre quelle della tutela, affiancata dalla repressione ove necessario, e della diffusione della cultura del mare.
