“E’ impensabile che nel 2020 esistano città senza fognature e che un capoluogo come Siracusa, il primo in Sicilia ad avere dal 1985 un depuratore consortile che raccoglie le acque di Siracusa, Solarino, Floridia e Zone Balneari, continui a riversare nel bacino del Porto Grande di Siracusa 6 milioni di metri cubi di reflui “depurati” l’anno”.
A stranirsi e a chiedere interventi in questa direzione è l’ex consigliere comunale Carlo Gradenigo, che oltre a rivolgersi al sindaco Italia coinvolge la deputazione regionale siracusana, l’assessorato Agricoltura e Pesca, Ias, Consorzio di Bonifica 10 e Siam, invitandoli a unire le forze e utilizzare i fondi messi a disposizione dal Ministero dell’Ambiente per la messa in conformità degli impianti.
“Attualmente – scrive Gradenigo – c’è un impatto ecologicamente ed economicamente devastante per il secondo più grande porto naturale d’Europa, definito sito di interesse comunitario e utilizzato come bacino di smaltimento per le acque reflue di mezza provincia da oltre 35 anni”.
