Nel giorno del 26mo anniversario della strage di Capaci, il giornalista d’inchiesta Paolo Borrometi irrompe a gamba tesa sul dibattito in atto a Siracusa sulla formazione delle liste in vista delle prossime elezioni amministrative: scrive un appello che farà discutere attraverso un post al vetriolo pubblicato sulla sua pagina facebook che vi sintetizziamo:
“Capaci, 26 anni fa. Oggi tutti piangiamo per il ricordo della strage di Capaci, commemoreremo giustamente il sacrificio di Giovanni Falcone, della moglie, Francesca Morvillo e degli uomini della sua scorta, Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonio Montinaro (oltre ai feriti gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l’autista giudiziario Giuseppe Costanza).La mia domanda oggi, però, è: “cosa facciamo per evitare che le mafie continuino ad influenzare la nostra vita?”.
Guardavo, nei giorni scorsi, le liste presentate per le elezioni comunali a Siracusa.
Siracusa è città meravigliosa, fatta per la stragrande maggioranza da persone per bene, ma quelle liste presentate fanno letteralmente schifo.
Molti candidati sono pregiudicati, parenti di pregiudicati. E’ possibile che, per racimolare qualche voto in più, vogliate ancora una volta svendere la dignità?
Perché vi ostinate a non comprendere che chi si candida a rivestire un ruolo pubblico, quello di consigliere comunale, deve essere specchiato?
Mi domando come si possa commemorare Falcone, Borsellino e le altre vittime delle mafie, quando siete i primi a calpestarne la memoria con le vostre scelte?
Basta con l’ipocrisia. Pulite quelle liste, abbiate il coraggio di ripulirle”.
