Tamponi processati in estremo ritardo, e test sierologici ancora una lontana realtà. A dirlo è Michele Mangiafico, ex consigliere comunale, il quale disegna una situazione critica a Siracusa e provincia in fatto di Coronavirus.
Secondo quanto riferito da Mangiafico, al termine dei 14 giorni di quarantena, i tamponi necessari per essere “liberi”, seppure all’interno dei confini anti contagio, tardano ad arrivare. Qualcuno starebbe aspettando i risultati di esami effettuati dai primi mesi di aprile con ben quasi 40 giorni di isolamento.
“Una situazione difficile – dice Mangiafico – sia per coloro che hanno scelto di prendere un monolocale in affitto, garantendo l’isolamento dai parenti, sia per coloro che vivono in casa con altre persone e che devono rientrare sul posto di lavoro”.
E poi, sui tesi sierologici, necessari per la Fase 2, Mangiafico afferma: “La convivenza con il virus dovrà passare anche dalla mappatura dei positivi in città e dal rientro sul posto di lavoro di figure necessarie, come quelle delle forze dell’ordine, che devono necessariamente subire il tampone per poter prestare servizio all’intera città”.
I vari ritardi fanno pensare che “ciascuno – continua Mangiafico – cercherà di “fare all’italiana” e quindi di testa propria, sfuggendo alle direttive nazionali. Un allarme confermato da segnalazioni che chiedono di poter effettuare i tamponi sierologici contattando laboratori privati. Sui test sierologici pare che la scienza abbia dato il disco verde, ma ancora questa possibilità non è stata validata”.
“L’augurio – conclude Mangiafico – è che, nel brevissimo termine, si possa andare il più velocemente possibile verso l’analisi dei tamponi effettuati anche nei primi giorni del mese di aprile, in modo da poter consentire a chi ne ha diritto di rientrare al lavoro. E poi, ci si augura che l’ipotesi dei test sierologici diventi una realtà concreta, certa e sicura”.
