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Siracusa, miasmi: arriva l’app per raccogliere le segnalazioni

Siracusa, miasmi: arriva l'app per raccogliere le segnalazioni

Si chiama Nose – Network for Odour Sensitivity e ha l’obiettivo di raccogliere, all’interno di un unico mezzo, tutte le segnalazioni sui cattivi odori in città. E’ questo l’ultimo mezzo messo in campo da Cnr e Arpa per combattere il fenomeno dell’inquinamento. Il progetto conta due fasi: la prima, già operativa, è proprio la costituzione dell’app (del costo di circa 50 mila euro), la seconda prevede la realizzazione di una sorta di centraline per captare qualsiasi tipo di cattivo odore (per un importo di 340mila euro).
L’app Nose è stata presentata questa mattina, in Prefettura, dall’assessore regionale all’Ambiente alla presenza dei sindaco di Melilli, Augusta, Priolo e Siracusa, oltre che ad esponenti politici tra cui il senatore Pino Pisani.
Utilizzare la piattaforma informatica è semplice: basta scaricare l’app dall’indirizzo nose_cnr.arpa.sicilia.it e registrarsi. Per questioni di privacy il numero di telefono dal quale viene effettuata la registrazione non rimane in memoria, e neanche il luogo dal quale parte la segnalazione.
Tra una segnalazione e l’altra devono passare almeno due ore. Inoltre, è possibile vedere le altre segnalazioni fatte anche da altri utenti fino ad un massimo di 30 giorni prima, ma non le segnalazioni in tempo reale per evitare in ogni modo il “traino” di altri utenti.
Tutti i dati che arriveranno alla piattaforma saranno poi passati all’Università di Catania che avrà il compito di analizzare il materiale.
Nota a margine, il mezzo può captare solo agenti inquinanti odoriferi.

Pronta la replica di Fabio Granata, presidente di Oltre-Movimento per la Rigenerazione :“Anziché presentare App innovative – scrive in una nota – la Regione Siciliana avrebbe dovuto da tempo introdurre un serio controllo H 24 delle emissioni industriali, così come avviene in altre regioni, come la Lombardia, al posto di quello quadrimestrale (tre controlli di 8 ore ciascuno per ogni anno) che ancora esistente in Sicilia.
Controlli peraltro preceduti da preavvisi e per certi versi “in mano” privata e comunque condizionabili dalle imprese della raffinazione.
Da tempo esistono apparecchiature industriali da camino che contemporaneamente controllano in continuo diossine, organoclorurati, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), metalli e PM2,5 e PM10. Gli inquinanti vengono intrappolati in sistema sigillato a cura dell’Arpa, contenente la cartuccia-trappola, che dopo periodo programmato viene prelevata per essere analizzata in laboratorio e sostituita con una nuova, riprovvedendo sempre alla sigillatura”.