interrogatorio

Siracusa, morte Eligia Ardita: Leonardi ribadisce la sua innocenza

Siracusa, morte Eligia Ardita: Leonardi ribadisce la sua innocenza

Tappa importante oggi in Corte d’Assise per il processo sulla morte di Eligia Ardita e della piccola Giulia, la bimba che portava in grembo. Si è svolto l’interrogatorio di Christian Leonardi, marito di Eligia, imputato con l’accusa di omicidio e procurato aborto. Sei ore di interrogatorio con domande poste dal Pm, Fabio Scavone, dagli avvocati delle parti civili, gli avvocati Leonardi, Battaglia, Villardita e gli avvocati della difesa. Domande alle quali Christian Leonardi ha risposto in alcuni casi con qualche incertezza, in altri con “non ricordo”, ma anche con un racconto dei fatti che rappresenta “la sua verità”.
Una versione, quella di Leonardi, contenuta già nel memoriale depositato in occasione della prima udienza del processo, in avvio della quale, a sorpresa, ha ritrattato la confessione del 19 settembre 2015 con la quale riconosceva la piena responsabilità dell’omicidio di sua moglie.

Incalzato dalle domande del Pm, l’imputato ha ribadito più volte di aver confessato solo perché “devastato e disperato”. “Mi sono affidato all’avvocato Scuderi – ha detto – che mi ha suggerito di assumermi ogni responsabilità per avere almeno una piccola speranza per non passare tutta la vita in carcere”.

Leonardi ha ripercorso la sera della tragedia nella casa di via Calatabiano dopo la cena con i suoceri: “Quando sono andati via – ha raccontato – Eligia mi ha chiesto di farle la solita camonilla e siamo andati a letto visto che aveva dolori al basso ventre. Eligia si è distesa e mentre sorseggiava la camomilla, guardava la tv. Mi sono addormentato e mi sono risvegliato poco dopo, sentendo che mia moglie rantolava. Allora ho chiamato si soccorsi”. Una descrizione senza pathos, quasi da spettatore quella sentita oggi da Leonardi.

Sia il Pm che i legali delle parti civili hanno sollecitato Leonardi su tanti particolari della vicenda: da chi prese la decisione di sporgere denuncia alla ormai famosa torta di compleanno, dalla posizione in cui fu trovato il corpo di Eligia al ritardo con cui Leonardi arrivò al cimitero il giorno della tumulazione. E su tutti la sua versione è stata diametralmente opposta a quella resa dai familiari di Eligia e dai sanitari del 118.

Un solo piccolo momento di cedimento emotivo durante tutto l’interrogatorio: quando ha rievocato il momento in cui in ospedale gli hanno comunicato la morte della figlia dopo quella di Eligia, una lacrima fugace è apparsa sul suo viso, per essere subito ricacciata indietro e riprendere l’autocontrollo.

Subito dopo la pausa la difesa ha cominciato con il controesame seguito dall’esame dell’imputato, insistendo sul ritardo di Christian al cimitero il giorno della tumulazione causato dalle operazioni in banca per l’acquisto del loculo.
Tensione in aula tra la difesa e gli avvocati delle parti civili hanno indotto il presidente, Storaci, a sospendere l’udienza per far ritornare la calma. Al rientro la decisione di aggiornare l’esame di Leonardi al 18 aprile.