Aggressione per nonnismo. Questo ci sarebbe dietro la morte di Emanuele Scieri, il parà siracusano 26enne trovato morto 19 anni fa nella caserma Gamerra di Pisa, centro di addestramento della Folgore.
A finire in manette, agli arresti domiciliari, ex commilitone di Scieri. Ci sarebbero anche due indagati.
Prima archivio indagini, e poi l’anno scorso la riapertura con gli importanti sviluppi di oggi.
“Si tratta di ipotesi indiziarie che sono suffragate anche dalle consulenze tecniche allegate alle conclusioni della commissione parlamentare d’indagine” – la dichiarazione del procuratore di Pisa Alessandro Crini raccolta da Ansa durante la conferenza stampa di oggi.
Concorso in omicidio volontario il reato ipotizzato: “Siamo arrivati alla conclusione – ha spiegato – che ci fosse il tempo per soccorrere Emanuele e per questo contestiamo l’omicidio”, perché Scieri fu “lasciato agonizzante a terra”. Crini ha spiegato che ci sono 3 indagati e che “la vicenda ha avuto un’accelerazione ieri perché una delle tre persone da tempo indagate stava per lasciare” l’Italia “e sarebbe stato complicato riportarcela”.
A escludere l’ipotesi del suicidio, oltre alla famiglia di Scieri, la commissione parlamentare d’inchiesta, istituita nel 2016 e presieduta dalla deputata Sofia Amoddio.
“Il mio lavoro d’indagine in qualità di Presidente della Commissione d’inchiesta Scieri e dei miei colleghi parlamentari, trova un epilogo importante” – commenta Sofia Amoddio, già Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Emanuele Scieri.
“L’arresto di un ex militare rappresenta un passo importante verso la ricerca della verità e della giustizia che la famiglia Scieri e l’opinione pubblica stanno aspettando da 19 anni”. “Il mio primo pensiero – continua Sofia Amoddio – va alla Signora Isabella, la mamma di Emanuele, che con grande dignità ha vissuto anni di dolore e sofferenza in attesa di giustizia”. “È sempre un grande giorno quando le ombre si diradano e si comincia a intravedere la luce, l’omicidio di Emanuele Scieri è stato e continua ad essere una delle pagine più buie della nostra storia repubblicana ma forse finalmente, potrà essere stracciata. La Commissione ha scoperto dettagli sul clima generale che regnava nella caserma Gamerra di Pisa all’epoca dei fatti evidenziato la natura delle pratiche, il tipo di relazioni che venivano a stabilirsi tra anziani e reclute, il ruolo dei caporali e l’atteggiamento e la mentalità dei militari e le risposte date dai comandanti a livello di corpo e di brigata”. “Intrecciando gli elementi acquisiti nel 1999 dalla magistratura con nuovi elementi d’indagine acquisiti attraverso le audizioni, la Commissione ha fornito nuovi elementi che ha consegnato alla Procura della Repubblica di Pisa”. “L’ex commilitone arrestato era uno dei soggetti che la Commissione aveva indicato negli atti secretati e consegnati alla Procura di Pisa e il suo arresto dimostra la presenza di elementi forti che dovranno vagliarsi in un processo futuro”.
