La sentenza di primo grado nel processo per la morte del maresciallo dei Carabinieri Licia Gioia continua a non convincere i genitori della sottufficiale dei Carabinieri. Ieri sera, durante la puntata di “Chi l’ha visto?” sono tornati ad esprimere tutte le loro perplessità sulla ricostruzione dei fatti data dal giudice. Una ricostruzione, è bene ricordarlo, che alla fine, ha convinto anche l’accusa.
Il processo, con rito abbrevviato, si è concluso con l’assoluzione del marito, il poliziotto Francesco Ferrari perché “il fatto non sussiste”, ma i genitori la contestano totalmente. “Quel giorno, il 27 febbraio del 2017 – dicono – Licia deve aver scoperto qualcosa che l’ha agitata anche perché fino a metà pomeriggio era tranquilla”.
Ma i messaggi che Licia e Francesco si scambiano numerosi danno la misura del disagio di Licia e della disperazione del marito per le sue parole che minacciano il suicidio.
I due genitori non credono neanche alla ricostruzione di quanto accaduto nella notte tra il 27 e il 28 febbraio nella camera da letto della villetta di contrada Isola in cui la coppia viveva, anche se le ricostruzioni balistiche e medico legali non hanno dimostrato alcuna responsabilità di Ferrari nella morte della moglie né per omicido né per altro.
L’avvocato dei genitori di Licia, Ganci, ricorrerà in appello, ma i genitori di Licia fanno un altro passo: “Faccio un appello alla persone che sanno – dice la madre – perché c’è qualcuno che sa: basta parlare”.
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