“Indagaghiamo perché bisogna stabilire la causa della morte del militare della Marina Militare in servizio ad Augusta. Al momento abbiamo un dato di connessione cronologica tra la somministrazione del vaccino AstraZeneca che Paternò ha fatto l’8 marzo e la sua morte, intervenuta nelle prime ore del mattino del 9 marzo”
Questo quanto il sostituto procuratore di Siracusa, Gaetano Bono, che sta lavorando all’inchiesta, ha dichiarato ieri sera nel corso della trasmissione Titolo V su Rai 3.
“Oggi – ha aggiunto – i Carabinieri del Nas hanno completato il sequestro dei 3.500 flaconi del lotto 2856 ancora in circolazione in tutta Italia. Ciò perché , visti gli altri due decessi, tutti con una correlazione cronologica, il dato è diventato significativo”.
Sui tempi per riuscire ad avere i primi chiarimenti sulla vicenda Bono ha detto: “Le prime risposte potrebbero arrivare dopo le prime risultanze dell’esame autoptico di Paternò”. Esame che sarà eseguito oggi.
Intanto è stato precisato che sono 4 in tutto le persone iscritte nel registro degli indagati per la morte di paternò: Lorenzo Wittum, amministratore delegato di AstraZeneca. Le altre tre persone sono un medico e un infermiere dell’ospedale militare dove è stato somministrata la dose, e un medico del 118. Domani, intanto, gli ispettori del ministero della Salute saranno in Sicilia per le verifiche sulla morte del sottufficiale della Marina militare Stefano Paternò.
Gli ispettori si recheranno prima al 118 di Catania, poi all’Asp di Siracusa, quindi alla base di Augusta. In valutazione altre possibili tappe.
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