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Siracusa, morte Tony Drago: il gip decide per l’archiviazione

Siracusa, morte Tony Drago: il gip decide per l'archiviazione

Archiviazione: questa la decisione presa dal gip presso il Tribunale di Roma Gerardi, riguardo il procedimento penale a carico di otto militari indagati per la morte del militare siracusano, Tony Drago, avvenuta nella notte tra il 5 e il 6 luglio del 2014 all’interno della Caserma Sabatini di Roma.
Il giudice, nelle motivazione della propria ordinanza, ha concluso che “gli elementi ad oggi raccolti non possono ritenersi idonei a sostenere l’accusa in giudizio, non essendo stata neppure accertata la esatta dinamica dei fatti, che al limite avrebbe potuto fornire indicazioni su eventuali responsabilità concorrenti di natura colposa (…)”.
E ha aggiunto che nel corso dell’ipotetico giudizio sarebbe stato difficile formulare l’imputazione a carico degli indagati nella forma omissiva colposa, invocando una recente sentenza della Cassazione, III sezione penale, in materia di concorso colposo nel delitto doloso.

“Il rispetto per l’Autorità Giudiziaria e per i principi che governano il processo penale – commenta il legale della famiglia Drago, Dario Riccioli – mi impongono, nonostante la tragicità del momento, di astenermi dal formulare qualsiasi personale considerazione sulla motivazione dell’ordinanza di archiviazione, certamente espressione del libero convincimento del giudice. È, tuttavia, opportuno ricordare che questa archiviazione avviene nonostante i periti nominati dallo stesso Gip, nel corso dell’udienza del 15 marzo 2017, avessero chiarito, con rigore scientifico e ogni oltre ragionevole dubbio, che l’unica ricostruzione compatibile con le lesioni riportate da Tony Drago e l’analisi della scena del crimine fosse quella omicidiaria (dapprima colpito alla schiena, mentre era obbligato a fare delle flessioni e, successivamente, al capo con un oggetto piatto e largo)”.

Analogo stupore esprime il sindaco Italia: “Fermo restando il rispetto che si deve al giudice e alla magistratura, non possono non colpire, tuttavia, i tanti rilievi medico-legali che negano la tesi dei suicidio e, soprattutto, l’ammissione di accertamenti che avrebbero dovuto essere compiuti a tempo debito e che oggi è impossibile effettuare. Il dovere di accertare la verità sui punti che restano tutt’ora oscuri – continua – merita la massima attenzione da parte chi ricopre ruoli di responsabilità nelle istituzioni. Incontrerò – conclude il sindaco – nei prossimi giorni i familiari di Tony Drago e i loro avvocati per esprimere la solidarietà mia e di tutta la cittadinanza insieme all’impegno di restare loro accanto fino a quando giustizia non sarà fatta”.

“La decisione assunta dal Tribunale romano – commenta Carlo Garozzo, presidente dell’Associazione “Giustizia per Lele” – ha umiliato la memoria di un giovane siracusano ucciso in circostanze più che misteriose all’interno della caserma Sabatini nell’estate del 2014. Tony è stato ammazzato, lo dicono le perizie e i fatti. Sono profondamente scosso da questa decisione – aggiunge – perché ero speranzoso che la battaglia combattuta e ancora tutta da combattere nel nome di Emanuele Scieri potesse servire da monito e da insegnamento per la vicenda di Tony. La gente di Emanuele Scieri non accetterà mai l’archiviazione sulla morte di Tony Drago. La nostra storia – conclude Garozzo – ci insegna che non bisogna arrendersi ma puntare verso la verità e la giustizia”.