Sfavorevole ogni tentativo di rimettere in discussione l’individuazione dell’area (compresa tra viale Epipoli e via Traversa La Pizzuta) da destinare al nuovo ospedale.
A dirlo è neonato “Comitato per il nuovo ospedale di Siracusa”, il quale ricorda che la decisione sulla’area è stata presa all’unanimità dal Consiglio comunale con delibera numero 103 del luglio 2017.
Tale decisione rappresenta infatti il punto di arrivo di un lungo e attento confronto nel corso del quale sono state valutate varie opzioni sulla base degli aspetti tecnici, urbanistici, vincolistici, di viabilità e vulnerabilità sismica, tenendo conto delle osservazioni ricevute dai vari soggetti interessati, Comune, Asp, Genio civile, Soprintendenza ai beni culturali.
“Sarebbe pertanto irragionevole – dice la portavoce Giusy Rinaudello – riaprir il dibattito che si trascina da oltre 15 anni- su una nuova localizzazione dell’ospedale, col rischio di far slittare alle calende greche i tempi di realizzazione dell’opera e di perdere i finanziamenti regionali la cui disponibilità è stata recentemente confermata dall’assessore alla Sanità del Comune di Siracusa, Fabio Moschella. Facciamo inoltre notare che l’Asp di Siracusa, cui compete la responsabilità dell’iter progettuale, non ha sollevato fino ad oggi alcuna obiezione o riserva sulla scelta dell’area, anche se non è dato sapere se essa ha dato un seguito alla deliberazione del Consiglio comunale”.
Di parere diverso il sindaco Francesco Italia che in un lungo post su facebook scrive:
“La provincia di Siracusa con 405.000 abitanti, risulta fortemente impoverita da questa rete ospedaliera. Ha, di fatto, due Spoke mentre avrebbe potuto avere, ed a mio giudizio dovrebbe pretendere, un centro Hub a Siracusa città e due Spoke, dei quali uno già esistente ad Avola/Noto e l’altro a Lentini. Facendo una panoramica della situazione sanitaria regionale anche alla luce del DM 70/2015 Balduzzi-Lorenzin, la provincia di Siracusa risulta, quindi, fortemente penalizzata tra le province siciliane, non solo in termini di posti letto (2,9/1000 contro i 3,7 previsti) ma anche rispetto alla tipologia di struttura prevista. Privare la provincia di Siracusa di un ospedale di secondo livello “Hub” in luogo del previsto ospedale di primo livello “Spoke”, ed etichettare l’ospedale di Lentini come “presidio di base”, significa di fatto mettere a rischio non solo la tipologia dei servizi offerti (alcuni dei quali ottenuti per gentile concessione dell’assessorato e non istituzionalmente previsti secondo il livello per il quale sono classificati i nostri ospedali), ma contribuire inevitabilmente all’aumento delle percentuali di migrazione sanitaria che attestano la nostra provincia tra quelle in cui è più alta in Sicilia. L’eccessivo potenziamento della sanità catanese a nostro discapito, inoltre, rischia di accrescere ulteriormente le attuali difficoltà a reperire medici in tutte le discipline, poiché tale personale preferisce andare verso la più blasonata sanità catanese”.
“Ha senso, dunque, interrogarsi e approfondire la questione relativa al luogo in cui il nuovo ospedale dovrà sorgere, secondo i criteri dell’economicità e dell’efficienza, ma non senza prima aver seriamente riflettuto su quali prospettive vengono attualmente offerte alla nostra provincia. – conclude Italia – La situazione di Siracusa sotto il profilo della legittima ambizione e di quanto invece si profila all’orizzonte, merita, da subito, un’attenzione maggiore ed un confronto serio e approfondito non solo con tutti i sindaci della provincia ma anche con la deputazione ed il governo regionale”.
