E’ l’Arenella la regina della spiaggia sporca nel Siracusano. A dirlo è l’indagine Beach Litter realizzata da Legambiente nell’ambito della campagna Spiagge e Fondali puliti – Clean-up the Med.
Dal 2014 i volontari di Legambiente monitorano le spiagge italiane con l’obiettivo di indagare quantità e tipologia di rifiuti presenti sui litorali. Grazie alle organizzazioni afferenti a Clean-up the Med il monitoraggio è stato esteso anche alle spiagge di altri paesi del Mediterraneo.
Stimando il genere più frequente di rifiuti, la loro possibile provenienza, le attività antropiche che li hanno generati e gli altri parametri presi in considerazione, questa indagine denuncia un fenomeno assai grave dal punto di vista ambientale, economico e turistico e l’urgenza di mettere in atto programmi concreti per la progressiva riduzione dei rifiuti in mare e nella fascia costiera.
Nel 2016 la spiaggia dell’Arenella in 100 metri di spiaggia ospitava 758 rifiuti (65% in plastica). Una media abbastanza vicina a quanto registrato nella spiaggia Babbaluciara, nell’Agrigentino, con 786 rifiuti in 100 metri di spiaggia e ancora predominio della della plastica (77%). Migliore, invece, la prestazione della Marina di Priolo con 464 rifiuti in 100 (33% plastica).
La plastica ingombra e pesa sui bilanci. Uno studio condotto a livello europeo, basandosi su 32 comuni situati in sette Paesi differenti della zona adriatico-ionica, ha stimato un costo annuale da circa 220 mila euro a comune per la pulizia delle spiagge. A livello europeo, secondo l’Unep (United nations environment programme), la spesa per la pulizia annuale delle spiagge è stimata in circa 412 milioni di euro.
