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Siracusa, Operazione “Good company”: Tech Servizi in amministrazione giudiziaria

Siracusa, Operazione “Good company”: Tech. Servizi in amministrazione giudiziaria

La Tech Servizi Srl, che opera in provincia di Siracusa nel settore dello smaltimento dei rifiuti, sottoposta ad amministrazione giudiziaria.
La misura di prevenzione patrimoniale antimafia, su richiesta della Procura distrettuale e disposta dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, è stato eseguito dalla Guardia di Finanza.
Il provvedimento arriva al termine di approfondimenti svolti dal Nucleo di polizia economico – finanziaria a seguito di input informativi dello Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata, integrati dai risultati delle attività del Gruppo Interforze Antimafia, della Prefettura e dalle indagini svolte dal Centro operativo della Dia di Catania. Le indagini avrebbero delineato “la contiguità della società con diversi ambiti della criminalità organizzata, tali da far ritenere l’impresa esposta al rischio di infiltrazioni e condizionamento di stampo mafioso”.
“Le attività – si legge nella nota della Guardia di Finanza – hanno evidenziato che l’amministratore di fatto e di diritto della società, Christian La Bella – soggetto allo stato incensurato e nei cui confronti non risultano giudizi pendenti – ha intrattenuto rapporti con diversi esponenti della criminalità organizzata, che hanno funzionato da volano all’espansione degli interessi economici e alla crescita del fatturato dell’azienda di titolarità”.
La Bella, come riferito dagli investigatori della Fiamme Gialle, ha realizzato crescenti volumi d’affari, passando dai poco più di 6 milioni e mezzo di euro del 2008 agli oltre 42 milioni di euro del 2018.
In particolare, già dal 2013, i militari avrebbero riscontrato rapporti di affari tra Christian La Bella e Giuseppe Guglielmino, quest’ultimo ritenuto vicino a esponenti di primo piano del clan mafioso catanese “Cappello – Bonaccorsi”; rapporti di affari realizzati anche attraverso la creazione di apposite Associazioni Temporanee di Imprese (A.T.I.). Inoltre, anche grazie all’intermediazione del Guglielmino, sarebbero emersi rapporti tra la Tech. Servizi S.r.l. e il clan “Mormina”, che opera nel Ragusano.
Negli atti d’indagine viene evidenziato come La Bella realizzasse affari anche nella Sicilia occidentale, nel Palermitano, con il beneplacito delle organizzazioni criminali di quel territorio. Così come gli investigatori riferiscono di rapporti tra la Tech. Servizi e organizzazioni ‘ndranghetiste. In particolare tra La Bella o i suoi collaboratori, e Francesco Barreca, appartenente, per vincolo familiare alla ‘ndrina “Barreca”, storica famiglia malavitosa reggina alleata del clan dei “De Stefano”.
A conferma del rischio di infiltrazione mafiosa viene inoltre, sottolineato che diversi dipendenti della società risultano pregiudicati o comunque vicini ad ambienti malavitosi.
L’esposizione al condizionamento della società risulta peraltro confermata anche dalle evidenze rilevanti dalla “informazione interdittiva antimafia” emessa dal Prefetto di Siracusa, a febbraio dello scorso anno.
“Entrambi i provvedimenti – conclude la nota della Finanza – sortiscono un effetto conservativo degli asset aziendali, evitando di disperdere le risorse, “bonificando” dall’inquinamento mafioso e così salvando l’attività d’impresa”.
L’attività investigativa si è avvalsa dei più moderni sistemi informatici di ausilio alle investigazioni patrimoniali: il software “Molecola”, creato dallo Scico, nonché della “Dorsale Informatica”, software realizzato secondo i moderni canoni di ingegnerizzazione informatica, di recente rilasciato dal Comando Generale della Guardia di Finanza.