Monta a Siracusa il dibattito su cosa fare per il parcheggio Talete in Ortigia e mentre l’amministrazione comunale annuncia un progetto di riqualificazione, riprende vigore il partito di coloro che cancellerebbero volentieri la struttura.
“Si fermi ogni ulteriore azione amministrativa o progetto che indirizzi ulteriori risorse pubbliche per riqualificare parcheggio Talete”.
Questo l’appello che il Comitato spontaneo per la demolizione della copertura ecomostro del parcheggio Talete, rivolge al Sindaco di Siracusa Francesco Italia.
“Ci permettiamo nuovamente di ricordare che solo negli ultimi anni l’attività di manutenzione della copertura del Talete – si legge nella nota del Comitato – è costata circa 300.000 euro, che, se si dovessero sommare ai 57.000 euro circa previsti per l’ulteriore “restyling” programmato (ed alle ulteriori spese da quantificare, a detta dello stesso Sindaco, per l’adeguamento dell’impianto elettrico e di illuminazione), costituirebbe certamente una cifra esorbitante, specie se messa in relazione alla struttura stessa da preservare.
Circa 400.000 mila euro di spese per condannare Ortigia a convivere con un muro di cemento lungo trecento metri ad occupare uno splendido lungomare”
Il Comitato ritiene, invece, necessario riaprire un dibattito con la cittadinanza e cercare, anche nell’ambito dell’amministrazione regionale, tutte le possibili soluzioni tecniche, giuridiche e finanziarie”.
Riguardo poi il futuro di quel tratto di costa il Comitato chiede che “si faccia opportuna chiarezza sui progetti in corso per eventuali nuovi porti turistici da realizzare tra i bracci del Talete; quei trecento metri di mare sono una risorsa da valorizzare con scelte e modalità sostenibili per l’ambiente e, allo stesso tempo, capaci di importanti ricadute economiche diffuse nella microeconomia locale”.
Arriva poi l’affondo verso l’amministrazione comunale: “Realizza una rete ciclabile cittadina e annuncia future ciclovie, parlando di ambiente e sostenibilità – si legge ancora nella nota del Comitato – mentre la più grossa piaga ambientale si trova ancora lì, come una vecchia e arrugginita petroliera in avaria sul levante di Ortigia.
Auspichiamo – conclude il Comitato – che politica, imprenditori e cittadini, dimostrino di essere una comunità all’altezza di correggere alcuni errori che sono sotto gli occhi di tutti, così ritrovando un punto di ragionevole equilibrio fra tutti i legittimi interessi e le aspettative legate al benessere collettivo”.
