“La politica – ha tenuto a sottolineare – deve essere un impegno e un sacrificio nei confronti della comunità e non una scelta dettata da interessi personali. I poveri, i malati, la famiglia e il lavoro libero e dignitoso per tutti siano gli obiettivi che chiunque sarà chiamato a guidare questa Città deve porsi come progetto del proprio impegno politico”. Così comincia il tradizionale discorso dell’arcivescovo Mons. Salvatore Pappalardo, dal balcone dell’Arcivescovado in occasione della Festa del Patrocinio di Santa Lucia di ieri mattina.
Un appello che non è rimasto solo parole da un balcone, ma che è stato accolto da quattro candidati a primo cittadino: Fabio Moschella, Fabio Granata, Ezechia Paolo Reale e Giovanni Randazzo.
“Desidero accogliere pubblicamente l’appello rivolto alla politica cittadina da S.E. Mons. Pappalardo – dichiara Moschella – Ha invocato programmi chiari e realizzabili che mettano al centro il bene comune e che permettano a tutti i cittadini di vivere una vita dignitosa e serena. Ha posto il tema del lavoro.
‘Siracusa bene Comune’ è il titolo del programma della coalizione che ho l’onore di rappresentare. In programma per la costruzione di un patto per la città, fondato su valori di democrazia partecipata nel perseguimento dell’interesse pubblico. Al centro: sviluppo sostenibile, qualità della vita, qualità dei servizi, coesione sociale, moralizzazione della vita pubblica, buone pratiche. Un programma concreto, senza promesse irrealizzabili, costruito sull’equilibrio di bilancio.
Mi sono ripromesso altresì di svolgere una campagna elettorale tra la gente, nella massima semplicità possibile, senza sprechi che possano rappresentare un insulto proprio a quei cittadini bisognosi”.
“Né leggerezza né disinteresse in vista di questo importantissimo appuntamento elettorale, “programmi chiari e realizzabili con al centro il bene comune”: non possiamo che sottoscrivere l’appello di sua eccellenza l’arcivescovo di Siracusa, Salvatore Pappalardo” – ha detto Fabio Granata – Nessuno più di noi può sottoscrivere queste parole, che in nome del bene comune e dei progetti realizzabili abbiamo rinunciato agli accordi con le segreterie dei partiti e con i soliti personaggi che rappresentano un consenso fittizio ma soprattutto la deriva di vincoli privatistici e di parte”. All’insegna delle “mani libere”, solo al servizio dei cittadini, e in nome del bene comune, Granata ha aggiunto una considerazione che riguarda proprio i cittadini: “La rigenerazione della città dipende da loro. La pessima politica è stata spesso frutto della domanda che il siracusano ha rivolto ai propri rappresentati: il favore personale più che l’interesse collettivo. I siracusani devono solo tornare a essere tali. Siamo la più grande colonia greca d’Occidente: qui è nata la politica, qui è nato il teatro, qui la filosofia – ha concluso Granata -. La politica nasce a Siracusa: e la politica cos’altro è se non la partecipazione al perimetro pubblico della città, interessarsi di qualcosa che vada oltre il proprio interesse individuale ma dei problemi complessivi della città? Più Siracusa a Siracusa”.
“Mai come in questo periodo storico, in cui la crisi economica e di valori ha lacerato le comunità – spiega Ezechia Paolo Reale – è importante che la politica torni a essere baluardo dei bisogni delle persone e dei loro diritti inalienabili. Lontani dalle logiche, dagli interessi e dai privilegi di una ristretta élite, vogliamo ascoltare il grido di dolore dei meno fortunati e ridare voce a chi non ce l’ha. E ciò é possibile solo se l’azione amministrativa sarà fondata su competenza, legalità, indipendenza, partecipazione e solidarietà. Valori che da sempre caratterizzano l’attività sociale, professionale e politica di chi, come me e i candidati delle liste a mio sostegno, vuole – e avrà – una città più giusta e più sana. Ringrazio Mons. Pappalardo per le sue parole che ho molto apprezzato sin dal momento in cui le ho direttamente ascoltate – conclude Ezechia Paolo Reale – e spero che diventino monito e faro per tutti, ispirando a una campagna elettorale sana e libera”.
“Non possiamo che fare nostro l’appello di Mons. Pappalardo per una politica orientata al bene comune – dice Giovanni Randazzo – Il programma politico della lista Lealtà e Condivisione X Siracusa, si basa su questo principio e mira a trasformare la città in un luogo migliore dove vivere, lavorare, incontrarsi, formarsi, conoscere e divertirsi; un luogo attrattivo per gli investimenti e per i giovani, con un chiaro progetto di futuro sviluppato attraverso una rinnovata co-responsabilità di tutti i suoi cittadini. La politica ha il compito di tracciare una strada di etica e di affidabilità. Le promesse irrealizzabili ed i voti di scambio alla fine penalizzerebbero i cittadini più umili. A questo proposito – prosegue Randazzo – confido che la campagna elettorale si svolga, per quel che è possibile, con toni pacati e all’insegna della sobrietà, ritenendo tra l’ altro che, in un periodo di profonda crisi come questo, con tanti cittadini siracusani senza occupazione o in difficoltà, sarebbe ingiustificato e stridente con il buon senso che i candidati promuovano le rispettive proposte con uno spreco spropositato di danaro”.
