“Alla Riserva Marina del Plemmirio, ancora cemento abusivo nel più totale silenzio” – lancia l’allarme Giuseppe Patti, Responsabile Nazionale Legalità Federazione Italiana dei Verdi.
Tanti i dibattiti su piscinette abusive, abitazioni e altro ancora. Adesso però pare che l’intenzione è quella di realizzare un pontile di 260 mq nell’Area Marina.
La richiesta pare che provenga dalla Yota Srl, ditta già coinvolta in altri guazzabugli vecchi per concessioni edilizie e villaggi turistici sospetti: “ben 9.000.000 di euro per costruire volumi abusivi” – spiega Patti.
Ma adesso la vicenda del pontile sarebbe molto più complessa, visto e considerato che da due anni l’Area Marina Protetta è diventata un Sic.
“Sia per le opere a terra, entro i 150 metri sul mare, sia per quelle a mare sarebbe necessaria la VAS e la VInca” – precisa Patti. Autorizzazioni, queste, che però non si ha contezza che in questo momento siano in possesso della ditta.
A muoversi nella stessa direzione degli ambientalisti è Patrizia Maiorca, presidente Consorzio Plemmirio. “Abbiamo formalmente richiesto alla Regione – afferma la presidente – una appropriata revisione dell’atto di concessione rilasciato dalla Regione Siciliana alla Yota. Un atto rivolto all’occupazione dello specchio acqueo, per un utilizzo estraneo agli scopi di tutela, riguardante il posizionamento di un pontile galleggiante sull’arenile a Terrauzza e su cui, corre l’obbligo di precisare, l’Ente già nel 2011, aveva abbondantemente puntualizzato all’impresa concessionaria tutte le prescrizioni di contenimento degli effetti ambientali.
La richiesta di revisione della concessione inoltrata alla Regione, si basa su un presupposto fondamentale che fa riferimento al Sic Fondali del Plemmirio, coincidente con l’intera perimetrazione dell’area marina protetta Plemmirio e la cui gestione dal 2016 è affidata all’Ente gestore”.
