“Finalmente è venuto fuori un elemento tenuto nascosto fino ad ora: l’agenda di Eligia” – esordisce così il padre della giovane Eligia Ardita, ascoltato in tribunale per un giorno intero.
Un altro mistero, un altro oggetto sparito, un’altra cosa da far emergere. Tanti, troppi, gli elementi ancora nell’ombra. Tra questi l’agenda della giovane infermiera siracusa: “Christian (il marito di Eligia) aveva l’agenda tra le mani in obitorio, ma quando io ho chiesto di vederla mi è stato risposto che non si trovava più” – continua il signor Ardita.
Tra gli elementi depositati in Aula, anche il maglioncino di Eligia Ardita che aveva al momento del ritrovamento del corpo, in buono stato “Così sfatiamo tutti i miti, perchè Eligia quando aveva addosso quel maglioncino era già morta”.
E infine è stata depositata la tesi di laurea di ginecologia della giovane donna: “Eligia era preparata, sapeva riconoscere tutti i sintomi e cercava di fare di tutto per stare bene lei e far stare bene la piccola Giulia che portava in grembo.” Anche qui, parole atte a sfatare il mito che l’infermiera fosse depressa e potesse prendere dei medicinali che hanno messo a rischio la sua vita.
“Eligia non era depressa” – conclude il padre.
