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Siracusa, progetto ex Piazza d’Armi: parlano i progettisti. LE INTERVISTE

Siracusa, progetto ex Piazza d'Armi: parlano i progettisti. VIDEOINTERVISTE
Massimo rispetto per la storia e per i luoghi, che si ritrova negli studi fatti prima di elaborare il progetto per la riqualificazione dell’ex Piazza d’Armi al Castello Maniace e poi nelle scelte elaborate dai tecnici, architetti e ingegneri, che hanno partorito l’opera. Questo quanto hanno sostenuto oggi all’Urban Center dall’ing. Ignazio Stancanelli e l’Arch. Cosimo Aleo davanti ad una platea attenta dove mancavano coloro che nei giorni scorsi avevano dato vita ad un sit in di protesta contro il progetto: tutto è stato studiato nei particolari, dalla collocazione della struttura ai materiali utilizzati che, come ha sottolineato Aleo, essendo riflettenti, nel rispetto della tradizione archimedea, riproducono un’area verde infinita. Gli spazi ha spiegato ancora Aleo sono stati disegnati con criteri matematici, partendo dallo Stomachion per passare poi al Tangram per essere scomposti e ricomposti. “Nessuno scavo è stato effettuato – hanno sottolineato – se non quelli necessari a passare i cavi elettrici”.
Sull’argomento intervengono con una nota l’Arch. Francesco Pappalardo ex Capogruppo PD e Alfredo Foti ex Assessore Comune Siracusa: “Ciò che sta accadendo in termini di clamore sulla Piazza d’armi di Castello Maniace – scrivono – rappresenta l’apice della incapacità di gestione delle politiche urbane dell’Amministrazione. Unitamente ai consiglieri comunali Firenze, Pappalardo, Salvo e lo scrivente, predisponemmo degli emendamenti al bilancio di previsione appostando somme per concorsi d’idee/progettazione e per il fondo di rotazione progettuale. I luoghi da noi ipotizzati erano appunto tre : La piazza d’armi del Castello Maniace, l’area di Porta Marina ed il percorso Mariano via Degli Orti, piazza Euripide ,corso Timoleonte. Questi luoghi attraverso un concorso d’idee/progettazione avrebbero senz’altro per la loro importanza attratto certamente l’interesse di grandi studi di progettazione in Italia ed in Europa, concorrendo a dare ai siracusani tempo per tempo l’idea di cosa si volesse realizzare in quei siti, inoltre una commissione di esperti avrebbe valutato e premiato i progetti migliori. Si obietterà che l’ente proprietario della Piazza d’Armi non è il comune di Siracusa, ebbene si sarebbe potuto stipulare un protocollo d’intesa e scegliere dunque una forma diversa di affidamento. Noi abbiamo sempre respinto l’idea di dover mettere a reddito privato la bellezza, quel volume seppur interessante, ancorato ad una base di cemento, entra prepotentemente in quel contesto sminuendo gli altri volumi. A nostro avviso quell’area andava semmai arredata con elementi di superficie magari arricchita con sculture, ma questa era la nostra idea qualora come tanti altri in Italia avessimo avuto la possibilità di partecipare ad un concorso d’idee”.

Specchi

Piazza darmi