Nella giornata in cui tutto il mondo si mobilita contro la violenza sulle donne, anche la Questura di Siracusa aderisce al progetto “Questo non è amore…” con un gazebo informativo in Largo XXV luglio per sensibilizzare i cittadini sul terribile fenomeno. Non solo, i poliziotti e le poliziotte siracusani hanno anche realizzato un video che ha come tema la condanna della violenza sulle donne.
Questa iniziativa, insieme agli incontri nelle scuole, organizzati in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale, è volta a rompere l’isolamento e il dolore delle vittime di violenza, offrendo il supporto di un’equipe di operatori specializzati, in prevalenza composta da donne e formata da personale di Polizia, da medici, psicologi e da rappresentanti dei centri antiviolenza.
In questa prospettiva si muove anche l’adozione del protocollo E.V.A. (Esame delle Violenze Agite) da parte di tutte le Questure d’Italia. Procedura che consente agli equipaggi di Polizia, chiamati dalle sale operative ad intervenire su casi di violenza domestica, di sapere se ci siano stati altri episodi in passato nello stesso ambito familiare. Tutto questo attraverso una procedura che prevede la compilazione di checklist che, anche in assenza di formali denunce, spesso impedite dalla paura di ancor più gravi ritorsioni, consentono di tracciare situazioni di disagio.
Passando ai numeri, la situazione in provincia di Siracusa appare stabile nel 2019 rispetto all’anno precedente: nessun femminicidio ( l’anno scorso erano stati 2), 104 maltrattamenti in famiglia, 21 violenze sessuali( contro le 17 dell’anno scorso) e 47 interventi per atti persecutori.
“Il dato – fa rilevare il Questore, Gabriella Ioppolo – riflette la continua emersione dei fatti di reato che fino a qualche anno fa rimanevano occulti per la paura e la vergogna delle vittime, le quali avvolte in una spirale di violenza e sopraffazione non trovavano il coraggio di denunciare”.
L’i’introduzione della Legge 69/2019, il cosidetto “Codice Rosso” ha dato un ulteriore impulso alla lotta contro la violenza di genere, prevedendo nuovi strumenti volti a contrastare il fenomeno e a velocizzare gli interventi di forze dell’ordine e magistratura.
La legge prevede, tra l’altro, una trattazione prioritaria del procedimento, l’aumento delle pene per diverse fattispecie di reato e l’introduzione di nuove figure di reato revenge porn, diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti; costrizione o induzione al matrimonio; deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso).
