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Siracusa, raccolta differenziata: Buccheri “Siamo al 34,68%”

Siracusa, raccolta differenziata: Buccheri "Trend in crescita: siamo al 34,68%"

“La media della raccolta differenziata in città è passata dal 27,57% dello scorso anno al 34,68% dei primi quattro mesi del 2020. E’ questo il dato significativo da cui bisogna partire. Un trend crescente su cui bisogna insistere intensificando la crescita progressiva e costante della differenziata”.
Così l’assessore all’Ambiente del Comune di Siracusa, Andrea Buccheri, commentando i dati forniti dalla Regione Siciliana: “Vanno letti non tanto numericamente ma aggregando tutti i fattori che contribuiscono a determinarli. A cominciare dalla popolazione delle città, dall’estensione territoriale dei Comuni e dalle conseguenti difficoltà logistiche legate all’espletamento del servizio. E’ chiaro che non si possono mettere a confronto Città metropolitane con Comuni di mille abitanti. Se il dato numerico della differenziata – precisa Buccheri – viene rapportato a diversi parametri, ad esempio Comuni con popolazione superiore a 100mila abitanti o Comuni inferiori a 150mila abitanti, Siracusa balzerebbe in testa alla classifica. E la considerazione confuta anche i risultati di città capoluogo come Enna, Agrigento, Ragusa e Trapani: le loro percentuali risultano tra il 50 e 70% ma hanno tutti una popolazione inferiore del 30, 40 e del 50% rispetto a Siracusa. Non bisogna dimenticare – conclude l’assessore – il dato relativo ai singoli CER (catalogo europeo dei rifiuti) di rifiuti, dove la provincia di Siracusa paga il problema dell’impiantistica più di ogni altra provincia perché sprovvista di impianti adeguati al trattamento dell’organico”.

Sull’argomento raccolta differenziata e su cosa fare per incentivarla interviene l’ex assessore, Alfredo Foti: “Invito l’Amministrazione Comunale a rivedere al rialzo le percentuali di riduzione del tributo e di estenderle anche alle abitazioni di non residenza. D’altronde – conclude – i Comuni virtuosi che più differenziano hanno un abbattimento dei costi diretti e benefici economici indiretti senza parlare dei benefici sull’ambiente”.