il dibattito

Siracusa, realizzazione di un centro congressi: contrapposizione tra favorevoli e contrari. Chiarimenti e bacchettate da Confcommercio

Siracusa, realizzazione di un centro congressi: contrapposizione tra favorevoli e contrari. Chiarimenti e bacchettate di Confcommercio

Monta giorno dopo giorno il dibattito sulla realizzazione di un centro congressi a Siracusa e la città si spacca tra chi si schiera per il completamento dell’ex cine teatro Verga e chi invece appoggia la reazlizzazione di una nuova struttura. Tra i primi si sono già espressi Bruno Marziano, l’associazione Noi Albergatori e anche l’assessore comunale alla Cultura Fabio Granata, che in una nota dovulgata ieri afferma: ” Bisogna recuperare e rigenerare il Cinema Teatro Verga come Centro Congressi già sostanzialmente pronto, situato nel cuore della Città e dalle dimensioni perfette per le nuove esigenze convegnistiche e congressuali.
La Camera di Commercio – aggiunge – studi una formula per acquisire dalla Provincia Regionale il Verga e con un completamento semplice e realizzabile in meno di 1 anno, doni a Siracusa un prezioso contenitore di eventi. Ipotizzare opere faraoniche in lande sperdute significa solo consumare altro suolo e non essere in sintonia con i tempi che viviamo. Peraltro l’attrattivita’ di un Centro Congressi e’direttamente proporzionale al contesto in cui si trova.
Oltre 1000 posti in Ortigia, collegabili ai 500 del nostro Teatro Comunale distante meno di 500 metri – conclude – rappresenterebbero una attrazione fortissima per la convegnistica nazionale e internazionale”.
Sul fronte opposto c’è Progetto Siracusa che attraverso il suo portavoce, Ezechia Paolo Reale, si dichiara favorevole a un confronto pubblico sull’individuazione a Siracusa di un’area per la costruzione di un moderno Centro Congressi, che la Camera di commercio intende realizzare.
“Tale struttura rappresenterà – aferma Reale – un’importante possibilità di diversificazione della nostra offerta turistica legandola ad aspetti di destagionalizzazione che favorirebbero non soltanto il comparto ma tutta l’economia della città”.
Perplessità esprime Reale sull’ipotesi di utilizzo del Verga: “Sia per le ovvie ragioni di tipo logistico, essendo già sufficientemente caotica la situazione dell’isola di Ortigia, sia perché il Centro Congressi dovrà servire le esigenze anche degli altri territori limitrofi, quali quelli di Catania e Ragusa, diventando baricentrico.
Crediamo che una struttura di tipo medio – aggiunge – possa essere confacente a tale obiettivo. Nel Prg peraltro l’area da destinare al Centro Congressi era già stata individuata attraverso lo studio, le valutazioni e le scelte di un grande urbanista, il compianto prof. Gabrielli. Se il Centro Congressi sarà – ammonisce infine – realizzato in un altro territorio sarà una sconfitta di tutti”.
Sulla stessa linea l’intervento di Confcommercio Siracusa, che dopo aver ribadito che la realizzazione di un centro congressi “è un progetto dell’intera provincia, voluto è finanziato dalla Camera di commercio, a servizio dell’intero territorio della circoscrizione della camera del Sud-est Sicilia (Catania-Siracusa-Ragusa). Dopo l’approvazione del piano triennale – chiarisce il presidente Elio Piscitello – viene chiesto un parere non vincolante, alla consulta delle associazioni di categoria della provincia di Siracusa, che ha ritenuto opportuno che il progetto venisse realizzato nel territorio della città di Archimede, e che fossero necessari degli approfondimenti con il sindaco di Siracusa, con il commissario del Libero Consorzio, con l’ordine degli Architetti e con quello degli Ingegneri. Infine, anche, con una società leader nel settore dell’organizzazione di eventi e congressi per valutare se sia corrispondente alle richieste di mercato la realizzazione di un centro congressi modulare di 2.500/3000 posti”.
Infine la bacchettata: “Negli ultimi anni abbiamo saputo perdere occasioni importantissime di rilancio facendo scappare imprenditori ed aziende di livello internazionale, impoverendo di fatto tutto il territorio. Troppe voci discordanti, polemiche su tutto, blocco totale di qualsiasi seria iniziativa imprenditoriale, ottenendo la perdita di credibilità agli occhi dei cluster internazionali. La comunità, piuttosto, attraverso i propri rappresentanti – conclude Piscitello – dovrebbe organizzarsi per progettare la città del 2030 secondo alcune priorità: economico-industriale, tecnologico-green, urbanistico-sociale, valorizzando il nostro immenso patrimonio culturale, il porto, sviluppando l’industria verde, ed il terziario di mercato più moderno grazie al cambio generazionale in corso, disegnando una mobilità sostenibile e chiamando a raccolte le migliori menti, attraverso le collaborazioni con le università, e tutti gli attori qualificati”.