“Per la provincia di Siracusa permane un particolare interesse della criminalità organizzata per il traffico di stupefacenti e per le estorsioni, settore appannaggio sia della criminalità organizzata che di quella comune”. Questo quanto emerge dalla Relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia per il periodo giugno-dicembre 2019.
Sul fronte degli stupefacenti – si legge nel documento, anche nel semestre in esame si sono registrati numerosi sequestri: “Un interesse, in questo settore, che vede attivi personaggi (anche non direttamente collegati a consorterie mafiose) operare anche all’interno di gruppi più ampi, connessi con le province di Catania e Messina per l’acquisto, il trasporto e la cessione di cocaina ed ecstasy.
Gli equilibri criminali nel territorio provinciale e nella città di Siracusa rispecchiano la più generale tendenza, registrata nella Sicilia centro-orientale, di una coesistenza tra organizzazioni mafiose diverse:” nel capoluogo i Bottaro-Attanasio e i Santa Panagia con i primi che si rapportano stabilmente al clan etneo dei Cappello, mentre i secondi rappresentano un’articolazione della compagine dei Nardo-Aparo-Trigila, a sua volta vicina a Cosa nostra catanese, in particolare alla famiglia dei Santapaola. In provincia, rimane inalterata la posizione delle consorterie, che vede il territorio aretuseo suddiviso in diverse zone di influenza. La zona nord della provincia, ed in particolare i comuni di Lentini, Carlentini, Francofonte ed Augusta risentono della pressione della famiglia Nardo; la zona sud, riferita a Noto, Avola, Pachino, Rosolini, è da tempo sotto il dominio dei Trigila, il cui sodalizio è stato sensibilmente colpito, nel semestre in esame, sotto il profilo patrimoniale. Nel comprensorio di Avola opera anche il gruppo dei Crapula, facente capo sempre ai Trigila. La zona pedemontana della provincia, dove ricadono i comuni di Floridia, Solarino e Sortino, risente invece dell’influenza criminale degli Aparo. Nel territorio di Cassibile opera il sodalizio dei Linguanti, articolazione dei Trigila, mentre il territorio del Comune di Pachino vede l’egemonia del clan Giuliano”.
Sul fronte delle pressioni delle consorterie mafiose nei confronti di pubblici amministratori, si segnala un unico episodio, ossia l’incendio dell’auto di un funzionario pubblico.
Permane lo scioglimento del Comune di Pachino per “gravi ingerenze della criminalità organizzata nel funzionamento dell’Ente”.
Il Prefetto di Siracusa, infine, ha emesso, alcune interdittive antimafia nei confronti di società operanti in ambito sociale ed edilizio, oltre che su imprese agricole interessate alla concessione di pascoli demaniali. “In tutti i casi – conclude la relazione – sono state accertate situazioni sintomatiche di
rischi di condizionamento della criminalità organizzata, soprattutto per la vicinanza dei titolari alle consorterie locali e per le frequentazioni non occasionali con soggetti legati ad ambienti mafiosi”.
