la querelle

Siracusa, restyling Talete: il Comitato Levante libero torna a chiedere un confronto con il sindaco

Siracusa, restyling Talete: il Comitato Levante libero torna a chiedere un confronto con il sindaco

Non si arresta l’azione del Comitato “Levante Libero” che porta avanti la battaglia per la demolizione della copertura del Talete e contro l’intervento di restiling sostenuto dall’assessore comunale alla cultura, Fabio Granata.
“E’ un intervento assolutamente discutibile per il fine che viene dichiarato – si legge in una nota a firme del portavoce del Comitato, Giuseppe Implatini – un’azione dispendiosa che potrebbe risultare peggiorativa dello stato di fatto. In primo luogo la scelta dei materiali; il corten, un tipo di acciaio che come prima controindicazione avrebbe l’inadeguatezza ad essere usato nei pressi del mare e ancora la scelta dei rampicanti, che altro non possono fare che aumentarne l’impatto visivo, insomma una bella trovata al costo di 56.993 euro dei cittadini, che potrebbe costituire la tomba definitiva della splendida marinella”.
Implatini pone poi l’accento sul mancato intervento del sindaco Italia sulla vicenda: “Sembrerebbe preferire rimanere defilato, come se non si rendesse conto di quello che stia avvenendo; una totale mancanza di ascolto della cittadinanza. Come comitato – aggiunge – abbiamo richiesto un incontro urgente al primo cittadino, ma ancora nessuna risposta”.
Dopo aver espresso perplessità sulle modalità con cui il progetto è “pervenuto” al Comune, il portavoce del Comitato si pone alcune domande: “Vista la reazione della città, si può considerare opportuno andare avanti? senza un confronto con i cittadini e anche con l’aggravante dell’assenza della rappresentanza di un consiglio comunale? Dal comitato però – conclude Impaltini – non solo critiche, ma soprattutto proposte, in ultimo l’avvio di un concept che si concluderà il 20 giugno e che fornirà anche visioni e proposte sempre più concrete della possibilità reale di riqualificazione di tutta quell’area partendo dalla base della demolizione dell’ecomostro”.