Una perdita secca di 30 posti letto negli ospedali della Provincia di Siracusa, rispetto ai precedenti 825. Il taglio interesserà il Presidio Ospedaliero di Lentini che, rispetto alla precedente versione, si vede declassato da Presidio Dea I livello (Spoke) a Presidio di base, prevedendo il mantenimento di sole quattro specialità mediche (Chirurgia Generale, Medicina, Ortopedia ed Ostetricia). Seppur si mantengano i posti di Terapia intensiva – ancora da aprire – si perdono comunque 4 p.l. di Chirurgia, 2 p.l. di Medicina,4 p.l. di Ortopedia,4 p.l. di Geriatria, 2 p.l. di Otorino, 8 p.l. di Urologia. Da 158 p.l. si scende dunque a 132 p.l., di cui 24 per lungodegenza mai attivati: un taglio significativo se solo si pensa che non tutti i p.l. in precedenza previsti erano stati attivati, come per Rianimazione. Al Muscatello di Augusta, classificato come Presidio ad alto rischio ambientale, da 120 p.l si scende a 111. E qui la situazione diventa ancor più drammatica perché il taglio si aggiunge alla incompiuta allocazione di quei p.l. riconfermati ma mai attivati, come per Onco-Ematologia e Neurologia, per non citare il Centro di riferimento regionale per la cura delle patologie di amianto, di cui non si ha notizia poiché non sono state individuate le risorse per la sua realizzazione.
L’Ospedale Umberto I di Siracusa, che rappresenta nei fatti il presidio di I livello a valenza provinciale, con le specialità previste, si attesta su 337 p.l per acuti + 26 di lungodegenza per un totale di 363 p.l. In questo modo si perderebbero 4 p.l. per acuti; il saldo è comunque negativo poiché non sono mai stati attivati i posti di Neurologia (ne erano previsti 12 + 4 posti di Radioterapia). Nel frattempo i numeri dicono che si perderanno 2 posti di Urologia, 4 posti di Ortopedia, 2 posti di Cardiologia, 2 posti di Neonatologia-Utin ( terapia intensiva neonatale), e così per Pediatria e Ortopedia. La zona sud viene piuttosto premiata perché viene riclassificato Dea di I livello e da 172 p.l. si passa a 189 p.l., ma i 56 posti di lungodegenza riabilitativa oggi previsti da allocare al Trigona di Noto (se ne prevedevano 46) non sono mai stati attivati e nei fatti i p.l. di Noto tuttora attivi non sono mai stati riconvertiti, con dispendio di risorse umane ed economiche. Lascia inoltre perplessi la previsione degli 8 posti letto di Terapia Intensiva, la cui attivazione avrà la priorità rispetto al presidio ospedaliero di Lentini, atteso che già struttura e apparecchiature sono pronte.
“La proposta del piano di riordino della rete ospedaliera – dichiara Roberto Alosi, segretario generale della CGIL di Siracusa – non valorizza i presidi di eccellenza pubblica del nostro territorio e lascia scoperta una vasta area della nostra provincia. In questo scenario, chi vedrà crescere il proprio profitto è l’offerta privata che nella nostra provincia assorbe il 32% del totale dei posti letto. Su un numero complessivo di 1186 posti letto autorizzati, ben 391 ricadono nelle strutture private accreditate. Si tratta di uno degli indici più alti fra le province della regione siciliana e dell’intero Paese! La politica ritrovi la vocazione di porsi al servizio di un fondamentale diritto di giustizia sociale, guardi con attenzione alle fasce più deboli della nostra collettività e abbandoni la pervasività di schieramenti e di posizioni individuali”.
