L’esponente del Partito Democratico di Siracusa, Salvo Baio, torna ad occuparsi del tema del riequilibrio di genere nella giunta comunale di Siracusa con una nota attrvesro la quale pungola le donne del partito, che fin qui, non hanno fatto sentire la loro voce:
“Il segretario del Pd, Salvo Adorno, in una dichiarazione pubblica sul tema del riequilibrio di genere nella giunta comunale di Siracusa, ha ricordato al sindaco Italia che esso è previsto da una legge dello Stato che non può essere disattesa. Quella di Adorno è una presa di posizione corretta e appropriata.
Tuttavia, invocare la legge per far rispettare un principio che attiene all’ uguaglianza uomo/donna nelle istituzioni dovrebbe essere l’estrema ratio. Il richiamo alla forza della legge presuppone infatti una resistenza, una ostilità culturale e politica a percorrere una strada spianata dalle battaglie del movimento femminile.
Ostacolarne l’attuazione significa riportare indietro l’orologio delle pari opportunità, tanto più se le ragioni ostative dipendono, come in effetti dipendono nel caso dell’amministrazione Italia, da logiche spartitorie tra i partiti e i movimenti che fanno parte della giunta.
Per questo chiedo al segretario del mio partito verso il quale nutro la massima stima umana e politica: che farà il Pd se il sindaco si rifiuterà di rimodulare il rapporto di genere nella giunta, nonostante la legge e lo statuto comunale glielo impongano? Ci ritiriamo in buon ordine o diamo battaglia, costi quel che costi?
Devo dire con amarezza che in questa vicenda quel che colpisce di più è il silenzio delle donne del Pd. Sono rimaste fin qui zitte compagne che conosco da una vita e che ho sempre stimato per la genuinità e la generosità del loro impegno a favore dell’emancipazione femminile.
Non vorrei che questo silenzio dipendesse dalla preoccupazione che una maggiore presenza femminile in giunta possa ripercuotersi sull’equilibrio tra le correnti del Pd o possa destrutturare l’amministrazione in carica. Quando le alchimie delle correnti prevalgono su principi fondanti come la parità di genere e questa gerarchia viene fatta propria dalle donne, si dà un duro colpo alla nostra credibilità”.
