Una maggioranza risicata, ma utile per aprire il dibattito in Consiglio comunale che, ieri sera, si è riunito all’Urban center.
Convocazione d’urgenza per la trattazione del progetto di riqualificazione delle Latomie dei Cappuccini, visto e considerato che scadenza per la presentazione del progetto alla Regione è fissata per il 9 settembre prossimo.
In Aula, oltre al sindaco Francesco Italia, anche l’assessore alla Cultura Fabio Granata. A loro due il compito di spiegare alcuni punti, tra cui l’assenza di convenzioni già esistenti con società che potrebbero gestire il sito.
Sì dal consiglio per la partecipazione al bando che stanzia oltre 350mila euro e prevede la realizzazione di un palcoscenico in legno di 200 metri quadrati; una platea da 570 posti; quattro vie di accesso ed esodo tra loro contrapposte, sempre illuminate; l’impianto elettrico completo di gruppo elettrogeno; l’impianto antincendio; l’ascensore ed i servizi igienici. “Permetterà- ha concluso Granata- la riapertura del “Teatro della Verdura” ubicato sotto il giardino di Villa Politi, che ha una capienza di oltre 500 posti: diventerà un ulteriore proscenio all’aperto nella disponibilità del Comune”.
Dopo questa discussione, costellata da qualche polemica legata a faccende burocratiche, si è passati a discutere di compostaggio domestico e di comunità.
Anche in questo caso il regolamento comunale sul tema è stato approvato in Aula, la prima volta che questa città si dota di questo strumento.
Il provvedimento prevede tre modalità diverse di smaltimento in loco della frazione di rifiuto organico: domestica per le singole famiglie; di prossimità (o locale); di comunità. Per questa pratica il Comune, oltre all’incentivazione, destina anche spazi verdi urbani che però, recependo un emendamento del consigliere Ferdinando Messina, saranno preclusi alle utenze non domestiche.
La pratica della “Compostiera” prevede di depositare gli scarti di cucina e gli scarti vegetali all’interno di compostiere così da produrre concime organico da utilizzare nei terreni. Chi deciderà di farlo otterrà in cambio uno sconto sulla Tari la cui entità sarà definita in un apposito Regolamento che il Consiglio comunale dovrà approvare.
Il cittadini iscritti alla Tari che presenteranno la richiesta per il compostaggio domestico riceveranno gratuitamente una compostiera progettata per una famiglia di 3-4 persone capace di produrre concime per un terreno di 80-100 metri quadrati. La compostiera, avente gli stessi requisiti, potrà essere acquistata anche dai cittadini e dovrà essere posizionata ad almeno 2,5 metri dal confine di proprietà, salva autorizzazione scritta dei vicini. La distanza sale a 12 metri in caso di compostaggio con il sistema di concimaia o buca, cassa di compostaggio in legno, cumulo su terreno. L’area deve essere di proprietà o nella disponibilità del richiedente, deve trovarsi nelle immediate vicinanze dell’abitazione o, in caso contrario, deve essere abitualmente frequentata per “motivi di lavoro o per pratiche di coltivazione”. Le compostiere devono essere collocate all’aperto e poggiare sul suolo naturale. Le domande devono essere presentate entro il 20 gennaio di ogni anno; chi accede al servizio sarà iscritto a un albo dei “compostatori”, potrà essere sottoposto a verifiche e sarà ritenuto responsabile di eventuali danni al contenitore in caso di “evidente imperizia” nel suo utilizzo. È possibile cessare la pratica del compostaggio domestico, perdendo il diritto allo sgravio della Tari, e dando comunicazione all’Ente attraverso un modulo precompilato.
Si torna in Aula il 12 settembre per trattare la modifica al regolamento servizi cimiteriali.
