“Suscita grandi perplessità il parere positivo formulato dalla Sovrintendenza per la ristrutturazione dei caseggiati della Pillirina, perché quel residence non è conciliabile con la tutela archeologica, paesaggistica ed ambientale del sito”.
A pensarla così è Lealtà e Condivisione che elenca le ragioni di opposizione al progetto di Elemata: “L’insediamento che si intende realizzare non è il solito villaggio turistico: primo, perché non potrà avere una destinazione turistica, in quanto non lo prevede il progetto presentato ed approvato dalla Sovrintendenza: saranno case; secondo, perché sarà un residence per ricchi, per la posizione straordinaria e la vista mozzafiato; terzo perché è un bene comune che ora rischia di essere recintato e negato alla collettività; quarto perché intorno alle future case, si estende una delle più importanti necropoli preistoriche della Sicilia” ed insistono innumerevoli fornaci per la calce di età romana, come scrisse il Sovrintendente Voza ed è riportato nel secondo decreto di vincolo archeologico, nel 1983″.
Sbaglieremmo, come amministrazione Comunale – conclude la nota – se non prendessimo nella giusta considerazione tutti questi elementi e, soprattutto, l’interesse primario della collettività in quello che non è un tratto di costa qualunque, ma è un bene comune”.
