ordinanza del sindaco

Siracusa, nuove sale scommesse lontane da scuole e centri giovanili

Siracusa, sale scommesse e sale gioco lontane da scuole e centri di aggregazione giovanile

Sale scommesse e sale gioco, che distribuiscono premi in denaro comprese le video lottery, a Siracusa non potranno più aprire i battenti a meno di 500 metri di distanza da: scuole, luoghi di culto, centri di aggregazione di vario tipo (giovanile, culturale, ricreativo), centri sportivi frequentati prevalentemente da giovani, strutture residenziali o semi-residenziali socio-sanitarie.
Questo quanto dispone un’ordinanza del sindaco, Francesco Italia, per contrastare un fenomeno che causa dipendenza e ricadute patologiche sempre più gravi e diffuse.
L’ordinanza, che vede destinatarie le attività non ancora aperte ma che hanno avviato l’iter autorizzativo, fissa nuove prescrizioni anche sugli orari di apertura: dal 15 settembre al 15 giugno, dunque nel periodo scolastico, dal lunedì al sabato, saranno aperte dalle 13 alle 3 del mattino successivo; le domeniche e i festivi, dalle 10 alle 3 del mattino. Nei restanti mesi dell’anno, tutti i giorni dalle 10 alle 3 del mattino, comprese le domeniche e i festivi. In questi stessi orari potranno funzionare le macchinette elettroniche collocate all’interno di esercizi pubblici destinati prioritariamente ad altre attività.
Per i trasgressori sono previste multe che vanno da 100 a 500 euro.

“Quello del gioco patologico – spiega il sindaco Italia – è un fenomeno che non può lasciare indifferenti anche perché colpisce prevalentemente gli strati più deboli della popolazione. A livello nazionale, le stime prudenziali e gli studi epidemiologici ormai consolidati forniscono numeri pesanti: 200mila giocatori patologici e 800mila giocatori problematici, con perdite medie di 400 euro al mese ciascuno solo alle macchinette elettroniche. Allora stiamo provando di rendere più difficile a queste persone l’accesso ai giochi ma dobbiamo anche tentare a tenerne lontani i giovani e i soggetti deboli che ne possono essere attirati. Ovviamente – conclude il sindaco Italia – non va colpita l’attività d’impresa, ma in questo senso le norme e la giurisprudenza, anche della Corte costituzionale, hanno introdotto strumenti chiari».