“Il ritorno alla didattica in presenza non si trasformi, in nome di un presunto efficientismo produttivo, in un ulteriore trauma che rischia di accrescere lo scoraggiamento e il senso di inadeguatezza anche comunicativa e motivazionale dei nostri ragazzi”.
E’ l’appello che il segretario generale provinciale della Cgil, Roberto Alosi, rivolge al mondo della scuola in vista dell’inizio generalizzato delle lezioni in presenza.
“La riapertura – spiega – impatta nel nostro territorio su una platea complessiva di 52.000 alunni, 9000 fra docenti e personale ATA (più una pletora incalcolabile di supplenti), 71 Istituzioni Scolastiche e oltre 200 edifici e, ancora una volta, lascia sulle spalle solitarie dei dirigenti scolastici la responsabilità di dare indicazioni ai Prefetti in quale misura autorizzare le lezioni in presenza.
L’angoscia sanitaria della riapertura – aggiunge – e i ritmi di lavoro ai quali rischiano di essere sottoposti gli alunni, da parte di docenti sorveglianti spesso nevrotizzati, Dirigenti schiacciati dalle enormi responsabilità sanitarie, famiglie destabilizzate da un andamento altalenante di chiusure e riaperture finanche nelle ultime settimane di scuola, immiseriscono il (finto) sollievo di alunni, docenti e famiglie.
Gli insegnanti – conclude – si liberino dalla frenesia ‘dell’ultimo miglio di scuola’ e si prendano tutto il tempo necessario per ricucire negli alunni motivazioni sbiadite, empatie allentate, scoraggiamenti giovanili, disorientamenti relazionali”.
