Il reggente del clan siracusano Bottaro-Attanasio, Luigi Cavarra, ha deciso di collaborare con la giustizia.
Come riportato dal Giornale di Sicilia, l’uomo, detenuto nel carcere di Bicocca, a Catania, avrebbe comunicato la sua decisione ai magistrati della Procura distrettuale antimafia.
Cavarra, 42 anni, era stato arrestato il 20 aprile nell’ambito dell’operazione antidroga “Aretusa”, insieme ad altre 14 persone. Due giorni fa è stato catturato l’ultimo latitante sfuggito al blitz, Gianfranco Urso, bloccato e arrestato insieme ad un’altra persona in contrada Carrubbazza, a Solarino.
L’indagine “Aretusa” aveva confermato il perdurare dell’attività del clan Bottaro-Attanasio nella gestione del traffico di stupefacenti nel capoluogo.
Una settimana fa, Cavarra è stato condannato in primo grado a sei anni per il possesso di tre chili di cocaina. Adesso, dopo la decisione di pentirsi, è stato trasferito con i familiari più stretti in una località segreta.
