Detenzione e tutela degli animali, comportamenti lesivi nei loro confronti, modalità ed obblighi nella custodia, vigilanza, accesso nei giardini ed aree pubbliche, negli uffici e sui mezzi pubblici.
Questo il contenuto dei 37 articoli che compongono il nuovo “Regolamento per la tutela ed il benessere degli animali in città”, approvato ieri in Consiglio comunale.
Tra i punti disciplinati quelli che regolamentano la cattura dei cani vaganti e la gestione dei cani catturati sul territorio; quelli che prevedono il ricorso al “Cane del Comune” come strumento di lotta al randagismo, e quelli che si occupano delle “Colonie feline”. Capitoli a parte sono dedicati anche ad altre tipologie di animali, tra i quali i roditori e gli equipidi, i furetti, i volatili e gli animali acquatici.
Rinviata ad altra seduta della delibera riguardante una variante urbanistica su aree di proprietà dello Iacp nella zona di Santa Panagia finalizzata a migliorare la “qualità abitativa ed urbana attraverso il recupero degli spazi degradati e la loro rivitalizzazione, con la previsione di attività commerciali di vicinato e di piccoli esercizi pubblici, nonchè la realizzazione di interventi per il verde attrezzato”.
In apertura il consigliere Francesco Burgio, in segno di protesta, ha esposto uno striscione per richiamare l’attenzione sul ritardo dell’Amministrazione nelle risposte ad una sua interrogazione sui costi di gestione della “Cittadella dello Sport”: “Malgrado una serie di denunce pubbliche già effettuate, anche tramite uscite sulla stampa cittadina, dall’amministrazione comunale non si è avuta risposta alcuna circa il recupero di queste somme che ammontano a circa € 350 mila euro, ad oggi tutto a carico dei cittadini” – dice Burgio.
Sull’ordinanza prefettizia che “vieta gli assembramenti di uomini e mezzi pesanti davanti alle portinerie delle aziende della zona industriale, che crea di fatto difficili rapporti di convivenza tra datore di lavoro e lavoratori” è intervenuto il consigliere Andrea Buccheri.
“Non posso non sottolineare come a mio parere, il prefetto, con questa ordinanza, si sia spinto un po’ oltre. – ha detto in Aula -Le ragioni che lo hanno indotto ad emettere l’ordinanza sono da ricondurre alla tutela del diritto di impresa, ma questo non rientra tra le sue prerogative e competenze. Il divieto di assembramento era previsto dal codice Rocco del 1930 ma erano altri tempi…. Questa è una direttiva del capo di gabinetto che, per pacifica giurisprudenza, ha valore meramente interno, alla stregua di una circolare”. A tal proposito, ecco la precisazione di Buccheri: “Spetta al questore, in presenza di reati, la competenza a perseguirli. Intendo quindi schierarmi al fianco dei lavoratori in protesta che, in un solo colpo, vedono limitati i loro diritti costituzionalmente garantiti e protetti dagli articoli 17 (libertà di riunione), 21 (libera manifestazione del pensiero) e 40 (dritto di sciopero). Questa decisione del prefetto – ha concluso Buccheri – rischia di mettere in pericolo la difficile convivenza che frappone la parte debole del rapporto di lavoro con la parte datoriale in un momento storico particolare e delicato per la nostra città”.
