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Siracusa, stop ai blocchi in portineria nella zona industriale: Bivona chiede un confronto ai sindacati

Siracusa, stop ai blocchi in portineria nella zona industriale: Bivona chiede un confronto ai sindacati

Tende una mano ai sindacati il presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona, sulla vicenda dell’Ordinanza del Prefetto che vieta i blocchi in portineria nella zona industriale. I sindacati, è bene ricordare, avevano fatto ricorso al Tar proprio per chiedere il ritiro del provvedimento. Il ricorso è stato respinto, così si è passati ad interpellare il Cga

“La questione va valutata con senso di responsabilità, poiché la pratica del blocco delle portinerie, che sul piano del diritto non può certamente considerarsi legale, impedisce l’accesso del personale dedicato ad impianti ad alto rischio, che richiedono, sotto il profilo della sicurezza, una continua manutenzione. – dice Bivona – Senza considerare che le imprese si trovano di fronte a dispute tra lavoratori ed aziende appaltatrici che non vedono alcun loro ruolo né responsabilità, se non quella di continuare a dare lavoro e a creare occupazione nel nostro territorio.”

“Faccio appello – conclude – alle forze sindacali e alle forze politiche di guardare alla sostanza dell’Ordinanza Prefettizia e di confrontarci con un dialogo costruttivo per risolvere responsabilmente le criticità che possono presentarsi, come avvenuto in passato, in tante occasioni, anche grazie alla mediazione della Prefettura”.

“Il dialogo costruttivo, responsabile, è parte del nostro dna. La Cisl ha sempre richiamato al confronto e alla collaborazione per superare divergenze, ostacoli e crisi. Manifestare, nel pieno rispetto delle regole, è, altrettanto, un diritto insopprimibile di ogni lavoratore.” Risponde così, all’appello lanciato ieri dal presidente di Confindustria locale, il segretario generale della UST Cisl Ragusa Siracusa, Paolo Sanzaro. Bisogna intervenire sugli appalti, sul sistema degli appalti. Le aziende devono riuscire a produrre una scaletta di investimenti reali e di maggiori controlli quando commissionano e assegnano lavori. Una maggiore lungimiranza garantirebbe stabilità occupazionale, sicurezza, velocità nell’economia di impresa. Nel confronto bisogna guardare all’obbiettivo migliore, a quello che, per noi, significa tutela del lavoro e del lavoratore. Incontrarsi significa concedere all’altro qualcosa; nessuno pensi, però, – conclude Sanzaro – che debbano essere soltanto i lavoratori a concedere”.