E’ ritornata la calma alla casa circondariale di Cavadonna dopo la rivolta dei giorni scorsi dopo la stretta su visite e permessi a seguito del decreto sull’emergenza coronavirus.
Ieri il Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Siracusa, Giovanni Villari, si è recato nella struttura.
“I segni della devastazione sono ancora molto evidenti – riferisce – sebbene si sia provveduto a rimuovere buona parte delle macerie e degli arredi distrutti. La cucina centrale è stata in parte ripristinata. Due delle sezioni coinvolte nella rivolta del “Blocco 50” – prosegue – sono state completamente evacuate. I responsabili dei gravi atti vandalici sono stati individuati, denunciati e trasferiti in altre carceri, come tutti gli ospiti delle sezioni.
La direzione si è premurata di igienizzare le aree di percorso comuni, quali corridoi, sale per la socialità, cortili e rotonde da cui si accede alle sezioni.
Attualmente – evidenzia Villari – nessun presidio sanitario di protezione è stato fornito al personale amministrativo e ai funzionari giuridico-pedagogici che operano all’interno dell’Istituto.
Il Provveditorato regionale amministrazione penitenziaria ha emanato un ordine affinché vengano realizzate mascherine artigianali di protezione all’interno del laboratorio di tessitoria dell’istituto, che produce il tessuto di cotone e il prodotto finito. Le mascherine saranno distribuite ai detenuti, che ne cureranno l’igienizzazione quotidiana.
Si escludono al momento – conclude Villari – casi di contagio da Covid-19, né potenziali e né effettivi, tra i ristretti. Vi sono tuttavia delle persone detenute che necessiterebbero in tempi brevi di interventi medici specialistici sia in termini diagnostici che chirurgici”.
