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Siracusa, trasferimento del Caravaggio: le reazioni della politica

Siracusa, trasferimento del Caravaggio: le reazioni della politica

Il Caravaggio è andato via e non si sono fatte attendere le reazioni della politica siracusana ai vari livelli.
“Oggi l’immagine di Siracusa – dichiara la deputata nazionale di Forza Italia, Stefania Prestigiacomo – è tutta in quel carrello che porta via lo scatolone che contiene il Caravaggio. E’ l’immagine di una sconfitta, di una città che non è riuscita a difendere un bene artistico di immenso valore, risorsa essenziale per l’attrattiva turistica di un territorio che oggi più che mai di una ripresa turistica ha bisogno.
Siamo terra di conquista, una comunità che può essere presa in giro. Una città il cui parere non conta niente. Mi spiace doverlo ricordare, ma 10 anni fa, nel 2009, quando da Roma lo stesso Fec reclamó il nostro Caravaggio, non per portarlo a Trento, ma alle Scuderie del Quirinale per la più importante mostra sul Caravaggio mai fatta, la città in pieno slancio turistico, coesa e compatta si seppe fare sentire e il quadro rimase al suo posto”.
Su questo episodio interviene Roberto Visentin che, all’epoca era il sindaco di Siracusa: “Nel 2010 l’ amministrazione di Centrodestra di Siracusa pose un veto al trasferimento del dipinto alle Scuderie del Quirinale. All’epoca, il sottoscritto riuscì a creare un unico fronte compatto e coeso per impedire il
prestito del dipinto che, per una città come Siracusa, è strategico sotto l’aspetto culturale e turistico. Vero è che la proprietà della tela è del Fec e non del Comune di Siracusa ma, la nostra esperienza dimostra che se un’amministrazione ha capacità e forza politica è possibile bloccare provvedimenti ed iniziative lesive per l’immagine e l’economia della città. L’attuale Giunta ha, invece, mostrato ambiguità, scarsa compattezza e nessuna determinazione consentendo così il trasferimento odierno. Avrebbe potuto coinvolgere l’intera classe politica e soprattutto la cittadinanza”.
“Questa mattina, in un clima di mestizia unito ad una buona dose di indifferenza generale – scrive il deputato regionale di Italia Viva, Giovanni Cafeo – il nostro Caravaggio ha abbandonato la sede di Santa Lucia alla Badia per intraprendere un viaggio della speranza tra Roma e Rovereto…la speranza è ovviamente quella che ritorni nel più breve tempo possibile. L’epilogo di questa vicenda rappresenta in pieno l’idea di gestione dei Beni Culturali del Governo, ovvero totalmente improvvisata. Avevamo chiesto chiarimenti e soprattutto garanzie per l’opera e per gli accorgimenti di sicurezza che ci avevano promesso, non abbiamo ottenuto nulla e si è comunque fatta partire, nonostante la contrarietà espressa chiaramente della città”.