Cambiamenti ai programmi dei cittadini/consumatori,per le vacanze, le gite scolastiche e i soggiorni fuori porta a causa dell’emergenza Coronavirus. Una Situazione che porta i diretti interessati a cominciare a pensare a richieste di rimborso.
Le risposte arrivano dal presidente di Adiconsum Ragusa-Siracusa: “La prima distinzione da effettuare – specifica il presidente Gianni Cerruto – è quella fra consumatori costretti a rinunciare al viaggio per espresso provvedimento delle autorità competenti e consumatori che, in via precauzionale, hanno deciso autonomamente di rinunciare. Nel caso di voli o trasporti annullati, il passeggero ha diritto a ricevere il rimborso del prezzo del trasporto e non dovrebbe avere alcun problema ad ottenere il rimborso di quanto versato. Nell’ipotesi in cui il consumatore abbia acquistato un pacchetto turistico che preveda un soggiorno in territori soggetti a limitazioni per motivi di sicurezza – chiarisce Cerruto – è possibile richiamare la disciplina sui pacchetti turistici e servizi turistici collegati che prevede espressamente il diritto del viaggiatore a risolvere il contratto in caso di circostanze inevitabili e straordinarie, quali appunto epidemie, se tali eventi incidono sul godimento della propria vacanza o impediscono il raggiungimento del luogo di destinazione.
Se invece il consumatore decide, nonostante l’assenza di espressi divieti, di rinunciare al viaggio o al soggiorno – continua Cerruto – il rimborso del prezzo versato potrebbe non essere garantito. In caso di rinuncia volontaria ad un volo, il passeggero ha diritto al rimborso delle tasse aeroportuali purché la rinuncia sia effettuata prima delle operazioni di check-in.
Nel caso in cui si rinunci volontariamente ad un soggiorno presso una struttura collocata in un territorio nel quale nessuna emergenza è stata dichiarata e nessuna restrizione è stata adottata, sarà possibile cancellare il soggiorno stesso in accordo a quanto previsto dalle condizioni di prenotazione”.
