Sanità

Siracusa, vaccini contro il morbillo: -4% nel 2016 e sale il rischio epidemia

Siracusa, vaccini contro il morbillo: -4% nel 2016 e sale il rischio epidemia

La discussione su vaccini si, vaccini no contro il morbillo continua a far discutere e la prima conseguenza della grande confusione in atto è il calo evidente e costante registrato negli ultimi anni, della vaccinazione dei bambini. In Sicilia nel 2016 è stato vaccinato contro il morbillo 81,1% dei bambini e a far abbassare la percentuale, secondo i dati forniti dal Dasoe (Dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico) della Regione, hanno contribuito in modo determinante 3 province: Messina, Catania e Siracusa. Nel territorio siracusano la copertura, lo scorso anno, è stata del 78,8%, in netto calo rispetto all’anno precedente quando si era registrata una copertura dell’83%. Un calo di 4 punti percentuale che deve far riflettere seriamente sui rischi che comporta il calo delle vaccinazioni e della relativa copertura da una malattia che è estremamente pericolosa per le complicanze che comporta.
Molto chiara in tal senso è la dirigente dell’Unità di epidemiologia e medicina preventiva dell’Asp di Siracusa, Maria Lia Contrino:

“Finora abbiano goduto di quella che viene definita ‘immunità di gregge’ – spiega la dirigente – nel senso che fino a quando la percentuale di copertura era alta, si è creata una sorta di barriera, un muro contro il morbillo che rimaneva isolato a pochi casi. Adesso che la copertura è calata vistosamente – continua – il rischio di epidemia è alto e sta salendo in modo esponenziale. Ecco perché è bene capire innanzitutto che il morbillo è una malattia altamente contagiosa e che può comportare serie conseguenze”.

Sulle ragioni dell’inversione di tendenza negli ultimi anni la dottoressa Contrino non ha dubbi:

“Il movimento anti vaccinale – riferisce – è riuscito a farsi strada, convincendo le persone del collegamento tra la vaccinazione contro il morbillo e l’insorgere dell’autismo. Un’idea senza alcuna base scientifica che rischia di causare seri problemi con l’andar del tempo. La stessa cosa è accaduta con la meningite – continua la Contrino – poi non appena si è verificato il picco di casi conclamati, sono tutti corsi a vaccinarsi, anche coloro che in realtà non avrebbero dovuto farlo”.

Ecco perché l’unità dell’Asp sta lavorando molto sulla sensibilizzazione e sull’importanza della vaccinazione contro il morbillo:

“Siamo impegnati su più fronti – spiega la Contrino – sia con le famiglie, con lettere e telefonate, sia con i pediatri, i medici di base e le strutture sanitarie perché bisogna capire che non siamo immuni e che solo una copertura adeguata ci può proteggere da una pericolosa epidemia”.

E se consideriamo che dall’inizio dell’anno ad oggi in Italia si sono verificati 1500 casi di morbillo, a fronte degli 800 nello stesso periodo dell’anno scorso, si capisce bene che il rischio è reale. E se a questo si aggiunge che, a fronte di questi dati, gli americani, che hanno eradicato il virus, hanno cominciato a considerarci un Paese a rischio, il quadro è completo