l'intervento

Siracusa, “Verità e giustizia per Lele” a fianco della famiglia di Tony Drago

Siracusa, "Verità e giustizia per Lele" a fianco della famiglia di Tony Drago: "I due ragazzi vittime nelle caserme italiane"

“Auspichiamo che il tribunale competente agisca con la dovuta fermezza ed autorevolezza affinché si possa fare luce sulla tragica morte di Tony, rigettando l’archiviazione”.
Così L’Associazione “Giustizia per Lele” per mezzo del suo presidente, Carlo Garozzo dichiara la sua vicinanza e il suo sostegno alla famiglia di Tony Drago nella lotta per la ricerca della verità.

“Così come accadde nel 1999 per Emanuele Scieri – scrive Garozzo – l’ipotesi del suicidio sembrò essere la più facile, una “consuetudine” all’interno delle caserme italiane. La lotta combattuta nel nome di Emanuele Scieri lo dimostra. Emanuele Scieri non si suicidò ma venne ammazzato all’interno di una caserma.
Troppi i dubbi sulla morte di Tony Drago – continua – troppe le incongruenze, le anomalie, i segni sul suo corpo. Misteri che non sono misteri e che nascondono responsabilità. Emanuele Scieri e Tony Drago due ragazzi strappati alla vita, due siracusani morti in circostanze similari, in contesti militari circondati da muri sordi.
Siracusa è diventata la capitale italiana delle vittime del nonnismo, o almeno dei due fatti più gravi avvenuti nel corso degli ultimi diciotto anni.
Nel caso di Emanuele Scieri, la società civile, la società siracusana ha dimostrato che è possibile far riaprire un’indagine e ricercare la verità nonostante il tempo trascorso. E siamo certi – conclude Garozzo – che quella verità arriverà un giorno, arriverà perché la giustizia trionfa sempre”.