decreto del tribunale

Siracusa, Vicenda Openland: decreto ingiuntivo per la restituzione al Comune di 2,8 milioni di euro

Siracusa, Vicenda Openland: decreto ingiuntivo per la restituzione al Comune di 2,8 milioni di euro

Open Land dovrà restituire al Comune di Siracusa i 2.8 milioni di euro, oltre agli interessi legali dalla data dell’indebito pagamento e alle spese per il procedimento. Lo ha stabilito il Tribunale di Siracusa con decreto ingiuntivo del 27 giugno scorso. Entro 40 giorni dalla notifica del decreto, se Open Land, non dovesse opporsi, i 2,8 milioni di euro dovranno tornare nelle casse del Comune.

“Il decreto ingiuntivo – si legge in una nota degli avvocati di Legambiente – rappresenta un importante successo delle ipotesi difensive dell’avv. Nicolò D’Alessandro, legale del Comune di Siracusa, e degli avvocati dell’associazione ambientalista, Corrado Giuliano, Marilena del Vecchio, Gabriele Galota, Nicola Giudice e Lella Bonanno, e dei consulenti di parte ing. Roberto De Benedictis, prof. Giuseppe Ansaldi e dott. Francesco Licini (che hanno ricoperto il mandato a titolo gratuito), che in giudizio avevano sostenuto che nessun risarcimento era dovuto ad Open Land, contrariamente a quanto aveva invece stabilito il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana nella sentenza del settembre 2015, poi revocata dallo stesso C.G.A. con sentenza n. 276/2017.
Ricordiamo – continua la nota – che proprio questa sentenza del CGA, insieme ad un’altra, relativa alla richiesta di risarcimento danni, sempre contro il Comune di Siracusa, presentato dalla società Am Group, della stessa famiglia Frontino, per la mancata realizzazione di 71 villette all’Epipoli (in un’area sottoposta a vincolo archeologico e paesaggistico), è stata al centro della richiesta di accertamento sull’operato del CGA presentata dagli avvocati Corrado Giuliano e Marilena del Vecchio, con mandato di Legambiente, al Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa nel giugno 2017. L’istanza ha trovato riscontro nelle indagini sul “Sistema Siracusa” delle Procure di Roma e di Messina”.