Atto secondo

“Sistema Siracusa”, Simona Princiotta chiede al CSM il trasferimento di 3 PM

"Sistema Siracusa", Simona Princiotta chiede al CSM il trasferimento di 3 Pm

Arriva a coinvolgere oggi il Palazzo di giustizia di Siracusa la denuncia pubblica di Simona Princiotta. La consigliera chiama in causa, in quello che definisce “Sistema Siracusa” Pubblici Ministeri e avvocati, che, a suo dire, avrebbero agito in più occasioni in suo danno “grazie – sostiene – ad una articolata rete di intrecci e rapporti consolidati che si sarebbe concretizzata nell’esercizio delle loro funzioni”. Anche in questo caso la consigliera riferisce di aver raccolto un ampio materiale documentale (foto, registrazioni audio dentro e fuori dal tribunale, atti pubblici, testimonianze) che, in forma integrale, ha già depositato al CSM e in Procura, chiedendo all’organo di disciplina dei magistrati il trasferimento di 3 Pm per grave incompatibilità ambientale.
Simona Princiotta racconta gli episodi che ha inserito nell’esposto e che ritiene siano conferme della macchinazione messa in atto contro di lei, per “metterla fuori” dopo le denunce sulla presunta cattiva gestione della “cosa pubblica” da lei presentate a partire dal 2013.
Si tratta di una trama talmente intricata di rapporti personali e di interessi diretti e non, che, secondo la consigliera, vanno districati e sciolti.
Princiotta parla ampiamente delle indagini e dei provvedimenti sull’attentato subìto nell’agosto del 2014, rilevando, a suo parere, discrasie nell’assegnazione degli incarichi; riferisce di rapporti personali molto stretti tra magistrati e avvocati che porterebbero i primi ad avere spesso procedimenti seguiti dai secondi e “dello stretto legame – afferma Princiotta – che collega alcuni magistrati, avvocati e politici”; afferma poi che alcune persone da lei denunciate sarebbero arrivate al punto di fare di tutto, comprese richieste di ispezione in tribunale contro due magistrati che indagano su vicende che li coinvolgono.
In ultimo arriva da parte della consigliera dichiarazione di stima, cosa già fatta in passato, nei confronti del Procuratore capo, Giordano, dietro la quala si legge anche una richiesta di risposte alle tante vicende aperte, per le quali a breve il CSM sarà in tribunale di Siracusa.
“Non sono una matta – dice a conclusione della conferenza stampa – ho prove documentali di tutto ciò che ho detto perché ho iniziato a registrare ogni conversazione per difendermi, nel momento in cui ho capito che c’era qualcosa che non andava”.